Kim Jong Un guarda Lukashenka e sa che sono legati dallo stesso destino

Fucili automatici e diplomazia. Il principale risultato del vertice Corea del nord-Bielorussia è stato un nuovo accordo di amicizia, accompagnato da altri nove accordi in settori che vanno dall’agricoltura e sanità fino al business e alla scienza

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28 MAR 26
Immagine di Kim Jong Un guarda Lukashenka e sa che sono legati dallo stesso destino

© foto Ansa

La prima visita del dittatore bielorusso Aljaksandr Lukashenka in Corea del nord è stata un successo, si leggeva ieri sui media di stato dell'altra dittatura, quella della Repubblica popolare democratica di Corea guidata dalla dinastia dei Kim sin dalla fondazione nel 1948. Per il leader bielorusso i nordcoreani hanno preparato cerimonie di benvenuto e celebrazioni dall’estetica simile a quelle organizzate per la visita degli giugno del 2024 di Vladimir Putin – solo che sono stati molto precisi nel cercare di ridurre le dimensioni per Lukashenka: meno persone al bagno di folla, meno applausi, tutto ma un po’ meno, per sottolineare la diversa importanza strategica tra i due – del resto Putin è ormai il garante della sopravvivenza della leadership di Pyongyang. Il principale risultato del vertice Corea del nord-Bielorussia è stato un nuovo accordo di amicizia, accompagnato da altri nove accordi in settori che vanno dall’agricoltura e sanità fino al business e alla scienza: secondo diversi osservatori di politica nordcoreana, tra cui Andrei Lankov, la visita di Lukashenka era più cerimoniale che altro, visto che le due economie sono molto sovrapponibili e poco integrabili.
Sui media occidentali si è parlato molto del dono portato dal dittatore bielorusso a Kim Jong Un, un fucile automatico VSK che gli potrebbe tornare utile “nel caso in cui i nemici si presentino alla porta”, al quale Kim ha risposto con una sciabola intarsiata d’oro. L’aspetto più concreto è però l’apertura dell’ambasciata bielorussa a Pyongyang (come l’Italia, finora la Bielorussia ospitava un’ambasciata della Corea del nord ma senza reciprocità), che per la Corea del nord è il segnale di un nuovo mondo in cui le dittature, i paesi considerati tradizionalmente pariah, non sono più isolati ma si mostrano al mondo, uniti. E’ il senso delle fotografie della parata del 3 settembre scorso a Pechino, guidata da Xi Jinping, e il motivo per cui la massima pressione alternata al dialogo e alla diplomazia, cioè la tattica usata con la Corea del nord da Trump durante il suo primo mandato, è ormai definitivamente fallita.