Greta sotto l'Inps

Proposta contro chi ruba il futuro: abolire quota 100 e fare investimenti green

Un suggerimento non richiesto ai giovani dei Friday for future, che manifestano per l’ambiente e la salvezza del pianeta, è di andare il prossimo venerdì a protestare contro le vecchie generazioni che hanno rubato il futuro delle giovani sotto la sede dell’Inps. La manifestazione non deve essere una sterile contestazione dei privilegi dei propri padri e nonni, ma deve portare con sé una proposta concreta: abolire quota 100 per rilanciare gli investimenti green. Ora che il paese vive un momento delicato e con pochissime risorse, chi vuole cambiare le cose deve mostrare maturità e proporre soluzioni che facciano i conti con la realtà. L’Italia, con un debito pubblico al 135 per cento e un deficit oltre il 3 per cento se non si trovano le risorse per evitare l’aumento dell’Iva, non può indebitarsi ulteriormente per accompagnare la transizione ecologica. Quota 100 è un provvedimento molto costoso, che ha un impatto negativo sulla crescita economica e completamente iniquo, perché offre per un triennio un’opportunità che non ha avuto chi è venuto prima e neppure chi verrà dopo. Il risparmio derivante dall’abolizione di questo anticipo pensionistico provvisorio, che dovrebbe aggirarsi attorno ai 15 miliardi, può essere destinato integralmente a investimenti ecologici e a favore di una transizione tecnologica e industriale che porti a uno sviluppo sostenibile. Sostenibile, è l’aggettivo chiave di questo movimento, che si riferisce soprattutto all’ecologia. Ma la sostenibilità deve riguardare anche l’economia. L’esempio su questo fronte lo ha dato la Germania, che ha presentato un pacchetto sul clima da 100 miliardi fino al 2030 con l’obiettivo di dimezzare le emissioni di CO2, rispettando però il principio del pareggio di bilancio. Alle giovani e prossime generazioni bisogna lasciare un ambiente più sano e un bilancio pubblico in ordine, anche perché il secondo è uno strumento per ottenere il primo. Oltre al debito ambientale, a pesare sui giovani, c’è anche il debito pubblico. Non fatevi rubare il futuro dall’Inps.

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