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Progetto coperta di Linus

Redazione

Per l’edilizia in crisi nulla è più rassicurante di Cdp, purché non sia un metodo

Il settore delle costruzioni, in grave crisi da un decennio, ha trovato la sua coperta di Linus nel Progetto Italia comunicato ieri al mercato dopo mesi di travagliata gestazione. Niente suona più rassicurante della promessa di “rilancio” con un “intervento di sistema” ancorato alla “garanzia dello stato”. La Cassa depositi e prestiti aderirà, con 250 milioni di euro, all’aumento di Salini Impregilo, primo costruttore nazionale, insieme alle principali banche italiane (Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mps, Bnl Bnp Paribas) per aggregare sotto un unico “polo nazionale delle costruzioni” le principali società edilizie italiane in crisi, in primis Astaldi. E’ da vedere se poi si andrà oltre mettendo sotto l’ombrello anche Pizzarotti, Rizzani de Eccher, Cmc, Grandi Lavori Fincosit e Trevi (quest’ultima già di Cdp). L’obiettivo imminente è quello di tentare di riacciuffare un settore che dispiega investimenti pari all’8 per cento del pil nazionale ma che non ha recuperato dalla crisi, con 546 mila posti di lavoro persi, e conta ancora 1,4 milioni di occupati in una filiera composta da 830 mila imprese tra Pmi e società ingegneristiche. La motivazione “strategica” dell’operazione è tutelare un’industria che senza far nulla sarebbe capitolata o sarebbe finita nelle mire dei grandi player francesi o tedeschi. L’ambizione è di risolvere la frammentazione del settore vista la limitata dimensione degli operatori rispetto a quelli esteri (Salini è dodicesima in Europa per fatturato, la francese Vinci è prima).

 

I fattori di debolezza non sono risolti: senza investimenti pubblici le imprese non resistono facilmente, i ritardi nella realizzazione dei progetti sono elevati (il 90 per cento di quelli in corso è in ritardo, il 30 è bloccato), i ritardi nei pagamenti ai fornitori sono una costante. Il Progetto Italia ha una logica di sistema, ben più pragmatica del raid di Cdp in Telecom Italia in chiave anti Vivendi. Ma non potrà essere replicata per ogni settore periclitante a filiera lunga, come il settore Auto (la fabbricazione di mezzi di trasporto è ancora il peggiore settore industriale per produzione, meno 7,6 per cento a giugno su maggio). La coperta di Linus è utile se serve a dare un guizzo di vitalità altrimenti inesistente, purché sia corta.