"Meloni l'anti Starmer d'Europa". L'Inghilterra vede la premier italiana come modello di stabilità

Nonostante il suo momento peggiore, Giorgia Meloni è un esempio per Telegraph e Bloomberg. Il premier britannico avrebbe creato inutili turbolenze e frammentazioni, riflesse ore sui rendimenti dei titoli di stato che sono schizzati a livelli record: un punto percentuale sopra quelli italiani
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15 MAY 26
Ultimo aggiornamento: 05:24 PM
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Proprio nel suo momento di maggiore difficoltà, politica e di consensi, dopo la sconfitta al referendum sulla riforma della giustizia, Giorgia Meloni viene indicata dalla stampa estera – sul Telegraph e Bloomberg – come modello di stabilità. Era già accaduto durante la crisi politica della Francia di Macron, incapace di approvare una correzione dei conti e una legge di Bilancio (cosa che da tre anni non riesce neppure a Sánchez in Spagna). 
Accade in Regno Unito ora che la leadership di Keir Starmer è entrata in crisi dopo la disfatta alle amministrative. “Sembra che siamo diventati l’Italia, solo senza la dolce vita” scrive il Telegraph, riferendosi all’instabilità politica britannica: “Sei primi ministri in dieci anni”. Con il paradosso, scrive Jeremy Warner, associate editor del Telegraph, che ora “a tre anni e mezzo dall’inizio del mandato di Giorgia Meloni, l’Italia ha iniziato ad apparire un’oasi di stabilità politica” rispetto alla Gran Bretagna che “è in uno stato di paralisi totale”. Questa instabilità, nota il giornale londinese, si riflette sul rendimento dei titoli di stato britannici che sono schizzati a livelli record e un punto percentuale sopra quello dell’Italia.
Un’analoga riflessione la fa Adrian Woolridge su Bloomberg, definendo Giorgia Meloni “l’anti-Starmer d’Europa”. Ed è un complimento. “Starmer ha preso un sistema politico così disperatamente bisognoso di stabilità da ottenere un’enorme maggioranza, e ha poi creato inutili turbolenze e frammentazioni – scrive l’editorialista di Bloomberg –. Meloni ha preso un sistema notoriamente instabile e lo ha tenuto unito. Durante i suoi tre anni al potere, la Francia ha avuto cinque primi ministri e la Gran Bretagna tre (e il conteggio è ancora aperto). La Germania ha avuto due cancellieri”. Woolridge segnala che la capacità di Meloni di adattarsi e di tenere testa agli “uomini forti” avversari (Putin) o alleati (Trump) è diventato un modello di destra pragmatica, capace di dialogare con l’Europa e attenta ai vincoli di bilancio. Woolridge segnala anche le debolezze, e il fatto che non sono stati affrontati i problemi strutturali del paese (produttività, demografia, debito pubblico), ma dice che a Elly Schlein manca esperienza e la sua coalizione è divisa. Pertanto, “anche se Meloni perde le elezioni, la sua influenza rimarrà”, scrive, “perché rappresenta un modello” per i leader populisti, alternativo a quello di rottura di Trump.
Non sempre la stampa estera è il miglior termometro della politica italiana. Spesso comprende in ritardo dinamiche già evidenti dall’interno. Non è quindi chiaro se i commentatori esteri sottovalutino l’evidente crisi politica del governo , o se in Italia venga sottovalutata la tenuta di Meloni rispetto alle crisi ben peggiori dei governi dei principali paesi europei. Di certo la stabilità, da noi un po’ snobbata, diventa un valore in un mondo così instabile. Forse non risolve alcun problema, ma è un problema in meno.