Il passaggio di Ita a Lufthansa chiude la stagione politica dei salvataggi di Alitalia

La compagnia tedesca salirà al 90 per cento del vettore italiano. Dopo anni di perdite, salvataggi pubblici e illusioni sul campione nazionale, Ita entra stabilmente in un grande gruppo europeo

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12 MAY 26
Ultimo aggiornamento: 05:41 PM
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(Foto Ansa)

La privatizzazione di Ita Airways va verso il completamento con l’ulteriore acquisizione del 49% da parte di Lufthansa che porta il gruppo tedesco al 90% del vettore italiano. Lo Stato italiano rimarrà solo con il 10 per cento rimanente e perderà per la prima volta la maggioranza. È un fatto storico perché finalmente la compagnia italiana, nata nel 2021 dalle ceneri di Alitalia in discontinuità, diventa totalmente privata. È vero che la “trazione tedesca” aveva già dato i primi storici risultati, dato che nel 2025 ITA Airways ha chiuso con un utile operativo e netto. Questo non succedeva, se teniamo conto anche della storia di Alitalia, addirittura dal secolo scorso, quando nel 1999 Alitalia fece l’ultimo utile della sua storia (al netto del 2002 quando chiuse in positivo per la penale pagata da KLM per non completare la fusione).
Lufthansa, pur con il 41% della compagnia, di fatto controllava il vettore italiano e lo sta integrando sempre di più all’interno del gruppo europeo, che controlla anche la svizzera Swiss, l’austriaca Austrian Airlines, la belga Brussels Airlines, oltre a Lufthansa e Eurowings. Il vettore italiano, grazie alle spalle forti dei tedeschi può continuare ad investire e puntare sul mercato intercontinentale sfruttando al tempo stesso il vantaggio di avere un aeroporto come Roma Fiumicino che è uno dei migliori scali al mondo. L’opzione del 49% da parte dei tedeschi al Ministero dell’Economia e delle Finanze verrà esercitata a giugno e diventerà effettiva all’inizio del 2027 ed è al quanto interessante che sia stato proprio questo Governo che abbia preso questa decisione.

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Il vettore italiano aveva bisogno da anni di un partner aereo e questo era valido anche per la vecchia Alitalia che invece è andata avanti per troppi anni con le promesse e i soldi della politica per mantenere un “campione” nazionale, che campione non lo era più da anni. Il mercato aereo è cambiato dal 1997, quando la Commissione Europea ha introdotto una liberalizzazione che ha permesso una grandissima crescita del mercato aereo europeo. Solo per portare l’esempio italiano, il mercato è cresciuto da 53 a 194 milioni di passeggeri tra il 1997 e il 2025, con in mezzo tante crisi enormi, come anche quella del Covid.
La democratizzazione del volo è arrivata insieme alle compagnie low cost che hanno sfidato le compagnie tradizionale, che come risposta, 20 anni fa, hanno iniziato un processo di fusioni. Il mercato aereo è più concentrato e lo spazio per piccoli vettori “regionali a livello europeo” è ormai molto ristretto. Il processo di integrazione di ITA Airways in Lufthansa è importante proprio in questo mercato molto sfidante, reso ancora più difficile dalla crisi di Hormuz e il forte incremento del prezzo del carburante aereo, che è raddoppiato dall’inizio della guerra. Il forte incremento dei costi per le compagnie aeree, che si inizierà a sentire soprattutto nella seconda parte dell’anno, quando le coperture sul carburante finiranno, mette a dura prova i vettori aerei che saranno costretti a cercare di aumentare i prezzi dei biglietti, ma che avranno un ambiente competitivo ancora più difficile. Anche per questo, l’integrazione sempre maggiore di Ita in Lufthansa, è la risposta migliore che si poteva dare.