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Conti, futuro e asse di Poste con Benetton
Poste italiane cresce, alza i target e muove su due fronti: l'opas su Tim per creare il primo operatore mobile nazionale e una newco logistica col gruppo Benetton. Il mercato approva, Tim nomina i suoi advisor e registra perdite in raddoppio
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8 MAY 26
Ultimo aggiornamento: 04:36 PM

L’ad di Poste italiane, Matteo Del Fante, si dice sempre più convinto della validità strategica dell’operazione con Tim perché da questa nascerà il primo operatore telefonico mobile italiano. Convinzione che è riuscito a trasmettere anche al mercato che ieri ha premiato il titolo di Poste con un rialzo del 2,5 per cento non solo per i buoni risultati raggiunti nel primo trimestre di quest’anno (ricavi in aumento dell’8 per cento a 3,5 miliardi e utili in crescita del 3 per cento a 617 milioni) ma perché le prospettive di crescita grazie all’aggregazione con Tim appaiono solide. Ma c’è anche un altro aspetto apprezzato dagli investitori di Borsa.
L’opas, l’offerta pubblica di acquisto e scambio, sul gestore telefonico si concluderà entro settembre e non dovrebbe avere un impatto sui conti di Poste, tant’è che la società – guidata dal 2017 dal duo Del Fante e Giuseppe Lasco, ad il primo e direttore generale il secondo – si prepara ad aumentare i suoi obiettivi finanziari per il 2026 (il risultato operativo dell’anno passa da 3,3 a 3,4 miliardi). All’orizzonte, comunque, c’è anche un’altra importante operazione di Poste con il gruppo Benetton. E’ stata annunciata ieri da Del Fante durante la call con gli analisti e rappresenta una novità. “Stiamo creando una nuova società – ha spiegato il ceo di Poste – a partire dagli asset di magazzino situati a Castrette, nel nord-est del paese che saranno poi parte della newco denominata Logistic 360”. L’accordo prevede che Poste detenga il 51 per cento della società di logistica che entrerà a far parte del perimetro di gruppo. “All’inizio, ovviamente, servirà il gruppo Benetton, ma la strategia dell’operazione è che la piattaforma possa aprirsi anche ad altri clienti potenziali”. E questo, ovviamente, potrà generare ricavi e margini di guadagno aggiuntivi. Intanto, il cda di Tim ha nominato consulenti finanziari e legali per avviare il processo di valutazione dell’offerta di Poste che sarà “rigoroso e strutturato nell’interesse degli azionisti”, ha sottolineato il ceo Pietro Labriola, che ha archiviato i conti del primo trimestre con una perdita netta di 292 milioni, raddoppiata rispetto allo stesso periodo del 2025.