Senza nuove infrastrutture comuni i mercati saranno strozzati. L’appello di Panetta

Il governatore della Banca d’Italia richiama la necessità di superare la frammentazione dei pagamenti transfrontalieri: costi elevati e regole disomogenee penalizzano soprattutto i paesi più poveri e alimentano nuove divisioni finanziarie

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6 MAY 26
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Fabio Panetta, governatore della Banca d'Italia (Ansa)

I pagamenti transfrontalieri restano un cantiere incompiuto della modernizzazione finanziaria globale, lenti, costosi e ostacolati da regole frammentate, nonostante i progressi compiuti dai sistemi domestici. Lo ha evidenziato il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, intervenendo a Londra in una conferenza sul tema promossa dall’ambasciata italiana nel Regno Unito. Il suo messaggio è stato quello di sollecitare il superamento dell’attuale frammentazione dei pagamenti che, di fatto, penalizza le aree più svantaggiate. Nel 2024, infatti, le rimesse verso i paesi a basso e medio reddito hanno raggiunto i 650 miliardi di dollari, una cifra paragonabile alla somma di investimenti diretti esteri e aiuti allo sviluppo, ma i costi sono particolarmente elevati (più del doppio rispetto agli obiettivi fissati da G20 e Nazioni Unite per il 2030).
Panetta ha sottolineato come le sanzioni finanziarie successive all’invasione russa dell’Ucraina (da ricordare le esclusioni dal circuito Swift) abbiano mostrato che le infrastrutture di pagamento “non sono meri dispositivi tecnici” e come stiano emergendo accordi alternativi, dal cinese Cips ai progetti sui sistemi di pagamento promossi dai Brics, alimentando il rischio di frammentazione. Eppure, per il governatore di Bankitalia, l’interconnessione dei sistemi di pagamento, che vuol dire la creazione di una infrastruttura unica, è importante per rafforzare la stabilità finanziaria europea e globale e in questa direzione i paesi dovrebbero impegnarsi. “Pagamenti più rapidi, trasparenti, accessibili e a basso costo hanno valore solo se le infrastrutture sottostanti restano aperte, interconnesse, resilienti e affidabili. In un’epoca di crescente rivalità strategica, preservare un sistema globale che privilegi la connessione rispetto alla divisione non è soltanto auspicabile: è indispensabile”, ha concluso. Spetta ora ai singoli paesi tracciare la rotta da seguire facendo chiarezza sul piano normativo e affidando alle banche centrali la definizione di standard comuni.