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Prove di asse tra Unicredit e Generali
Un’audizione al Senato fotografa gli intrecci futuri della nostra finanza. Il ceo del Leone Philippe Donnet ha detto che la partnership con Unicredit “va bene” e “spero ci siano ulteriori sviluppi”
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1 MAY 26

Foto LaPresse
Se c’è un asse che si sta formando nella finanza italiana è tra Generali e Unicredit, rispettivamente, un grande gruppo assicurativo e un grande gruppo bancario accomunati da una visione strategica di livello europeo. Il ceo del Leone, Philippe Donnet, ha detto ieri a margine dell’audizione davanti alla commissione parlamentare sulle banche che la partnership con Unicredit “va bene” e “spero ci siano ulteriori sviluppi”. Unicredit ha già quasi raggiunto il 10 per cento del capitale di Generali, ma non è solo questo perché con il ceo Andrea Orcel si è creata una convergenza di interessi sul business del risparmio dopo che è naufragato l’affare Natixis.
Con quest’asse è destinato a fare i conti anche Luigi Lovaglio, ad di Montepaschi, nel momento in cui venderà la quota detenuta nel capitale di Trieste attraverso Mediobanca. Unicredit potrebbe essere, così come Intesa Sanpaolo, uno di quegli investitori istituzionali in grado di garantire una stabilità di lungo termine alla compagnia triestina. Donnet e Orcel hanno cominciato ad annusarsi a febbraio dello scorso anno quando in prospettiva c’era il rinnovo dei vertici di Generali e in quell’occasione il ceo di Unicredit si schierò con Caltagirone che voleva un ricambio nella governance. Ma Donnet ha poi avuto la meglio ed, evidentemente, non serba rancore se è pronto a voltare pagina. Attenzione, però, perché, sempre durante l’audizione al Senato, alla quale ha partecipato anche il presidente Andrea Sironi, il top manager franco-italiano ha tenuto a precisare che Generali è “tanto più forte quante più opzioni ha sul tavolo”. La stessa Montepaschi potrebbe diventare un partner nella bancassurance così come si può discutere di un nuovo posizionamento per Banca Generali. In questa grande partita si mescolano strategie di business con quelle di potere finanziario. Se si consolida, l’asse Orcel-Donnet potrebbe fare da catalizzatore per altri grandi soci come Delfin, Caltagirone e Mps oppure stimolare la nascita di uno schieramento contrapposto. Di sicuro, movimenti in corso ci sono per arrivare a un nuovo assetto.