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In Grecia conti meglio del previsto, debito in calo e misure per le famiglie. La cura rigorista del premier Mitsotakis
Eurostat certifica che Atene ha chiuso il 2025 con un surplus dell'1,7 per cento. Il risultato fiscale consente così di annunciare un pacchetto di sostegno all’economia da 500 milioni di euro senza mettere in discussioni i conti pubblici
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23 APR 26

Al governo c’è il centrodestra, il debito è sempre troppo alto, la crisi internazionale morde e anche lì si vota il prossimo anno, ma ad Atene non si invoca la sospensione del Patto di stabilità. Kyriakos Pierrakakis ha un’aria molto più rilassata di quella del suo collega Giancarlo Giorgetti. Mentre il Mef è stato deluso nella speranza di poter limare di un decimale per arrivare all’agognata soglia del -3 per cento, il ministro dell’Economia greco, nonché presidente dell’Eurogruppo, ha ricevuto una piacevole sorpresa: i conti pubblici vanno molto meglio del previsto. L’obiettivo della Grecia per il 2025 era di un surplus di bilancio dello 0,6 per cento del pil, ma i dati consolidati dell’Elstat confermati da Eurostat certificano un surplus dell’1,7 per cento. Il risultato fiscale consente così al primo ministro conservatore, Kyriakos Mitsotakis, di annunciare un pacchetto di sostegno all’economia da 500 milioni di euro (0,2 punti di pil, equivalenti per il pil italiano a 4,5 miliardi) senza mettere in discussione l’equilibrio dei conti pubblici.
“L’economia nazionale sta reggendo e sta andando meglio del previsto – ha detto Mitsotakis –, tuttavia permangono le preoccupazioni legate alla spesa al supermercato, al costo di crescere i figli, all’aumento dei prezzi del carburante e all’assistenza agli anziani”. Così nel pacchetto di misure il governo ha esteso il taglio delle accise di 20 centesimi al litro per il diesel e i sussidi per l’acquisto dei fertilizzanti pari al 15 per cento del costo. C’è poi un assegno di emergenza pari a 150 euro per figlio, che riguarderà l’80 per cento delle famiglie greche con figli, e il potenziamento della spesa sociale a favore delle fasce più deboli come pensionati a basso reddito e disabili, che riceveranno 300 euro all’anno (a beneficiarne sarà l’85 per cento dei pensionati). Sono incluse altre misure per il sostegno degli affitti e per agevolare il pagamento dei debiti fiscali.
Atene, dopo la lunga crisi del debito sovrano che ha portato il paese sull’orlo dell’uscita dall’euro con il governo Tsipras-Varoufakis, ha ristrutturato il debito, fatto ricorso a un piano di assistenza del Mes ed è progressivamente tornata alla normalità perseguendo disciplina fiscale per ottenere credibilità sui mercati internazionali e crescita economica. La Grecia è uno dei cinque paesi europei in surplus fiscale e da quattro anni raggiunge obiettivi di bilancio migliori del previsto. Il pil cresce attorno al 2 per cento (qualche decimale in meno nei prossimi anni a causa della crisi energetica) e il debito pubblico, che nel 2025 è sceso di 8 punti al 146 per cento, quest’anno calerà di altri 8-9 punti diventando più basso di quello italiano secondo le proiezioni dell’Fmi. “Questo è il surplus che deriva da una politica economica prudente”, ha detto il premier Mitsotakis citando gli sforzi per ridurre la spesa pubblica e l’evasione fiscale.
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Cresciuto in Irpinia, a Savignano. Studi a Milano, Università Cattolica. Liberista per formazione, giornalista per deformazione. Al Foglio prima come lettore, poi collaboratore, infine redattore. Mi occupo principalmente di economia, ma anche di politica, inchieste, cultura, varie ed eventuali