Economia
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Battaglia di Siena: lista Palermo favorita, Lovaglio col fiato corto
Alla vigilia dell'assemblea, la lista del cda è in vantaggio. A meno di colpi di scena da parte di Delfin, Lovaglio è dunque in minoranza. Ma ci sono due incognite da considerare: la prima è se l'ex ad accetterà di essere parte di un board che puntava a guidare. La seconda è sul presidente
15 APR 26

La filiale della Banca Monte dei Paschi di Siena in piazza Cordusio a Milano. Foto Ansa
La strategia di Luigi Lovaglio di candidarsi alla guida di Mps per i prossimi tre anni contro la lista del cda uscente sembra avere il fiato corto. Secondo i rumor dell’ultim’ora, l’atteso mezzogiorno di fuoco che dovrebbe andare in scena oggi a Siena, vale a dire lo scontro finale tra Lovaglio e Fabrizio Palermo, candidato come ad dalla lista del cda uscente, ha un finale già scritto. Ed è a favore del secondo. La lista del cda, infatti, è la favorita alla vigilia dell’assemblea con una base di consensi che ieri sera veniva stimata intorno al 23 per cento ma che può facilmente salire al 30, contro il 15-18 per cento che sarebbe riuscito a coagulare Lovaglio, manager che era stato nominato dal Mef e artefice della scalata a Mediobanca durante il suo ultimo mandato. A meno di colpi di scena da parte di Delfin, che sulle nomine della banca di cui è primo azionista con il 17 per cento sta tenendo fino all’ultimo le carte coperte, Lovaglio è in minoranza con la sua lista promossa dalla Plt Holding, dell’industriale ex pattista di Mediobanca Pierluigi Tortora. E’ comprensibile che il presidente della Fondazione Montepaschi dica, come ha fatto ieri nella conferenza stampa di fine mandato, che il licenziamento del banchiere artefice del risanamento dell’istituto è una cosa che la comunità senese “non ha capito”, ma questo dimostra anche che le dinamiche più profonde di una battaglia per la conquista della governance della terza banca italiana possono essere complesse da interpretare.
La mossa di Lovaglio di sfidare a muso duro il consiglio che lo aveva estromesso, pur avendogli confermato piena fiducia dopo l’avvio dell’indagine della procura di Milano, appare ingenua se è stata presa con la generica convinzione di avere dalla propria parte “il mercato”. Alla fine i Proxy, sia Iss sia Glas Lewis, hanno dato indicazione ai fondi d’investimento di votare per la lista del cda con Palermo candidato, per quanto abbiano posto una serie di paletti. E alla fine il fronte degli investitori finanziari si è spaccato, con Blackrock e Norges Bank dalla parte di Lovaglio mentre Vanguard dalla parte di Palermo, il quale può contare sul sostegno di un socio forte come Francesco Gaetano Caltagirone, salito di recente al 13,5 per cento di Mps (ancora incerte le intenzioni di voto di Banco Bpm ed Edizione Holding dei Benetton).
Attenzione, però, perché a fare da sfondo a questa agguerrita partita c’è la nuova legge capitali, con la regola del doppio turno di votazione. Se è vero che la lista del cda ha le maggiori chance di successo, come sarà composto il futuro board di Siena non è affatto scontato. Ed è una vera novità nel panorama bancario poiché in passato anche i nomi dei consiglieri erano blindati. Alla seconda tornata di voto, infatti, parteciperanno tutti i soci, compresi quelli che nel primo turno hanno votato per la lista Lovaglio e per quella di Assogestioni, poiché il meccanismo è molto vicino al ballottaggio nelle elezioni politiche. Qui i giochi sono completamente aperti e potrebbe finanche accadere che un altro nome, per esempio quello di Corrado Passera o di Carlo Vivaldi, in una prima fase anche loro candidati ad della lista del cda, catalizzino più voti di Palermo. Se anche accadesse, però, questo non dovrebbe modificare lo status dell’attuale numero uno di Acea quale candidato unico alla guida di Siena.
Insomma, diventa ad non chi prende più voti ma il candidato della lista che prende più voti. Toccherà poi al consiglio, che sarà convocato nei giorni successivi, procedere alla nomina di Palermo, il cui profilo sarà in ogni caso oggetto di valutazione ex post da parte della Bce per quanto riguarda il possesso dei requisiti di banchiere (il regolamento cosiddetto “Fit and Proper”). Alla fine, se vince, la lista del consiglio potrà aggiudicarsi da un minimo di 8 a un massimo di 12 consiglieri su 15 posti disponibili nella stanza dei bottoni del Monte. La restante parte sarà suddivisa tra le liste di Plt e di Assogestioni che esprimeranno i consiglieri di minoranza. Ci sono, però, almeno altre due incognite non di poco conto da considerare. La prima è se Lovaglio accetterà di essere parte di un board che puntava a guidare. La seconda è sul presidente. Nicola Maione è il candidato della lista del cda, ma l’ordine del giorno per la nomina del presidente può essere integrato nelle proposte di nomina, come si legge nell’avviso di questa assemblea. A volte il diavolo si nasconde nei dettagli.