Il Green deal cambia ancora (per fortuna)

La Commissione ammorbidisce il regolamento sulle emissioni di metano perché nessun operatore extra europeo ha formalmente ottenuto la certificazione Ue, e solo il 7 per cento della produzione globale di oil & gas è in linea

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11 APR 26
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La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Foto Ansa

Meglio tardi che mai: preso atto della complessa situazione degli approvvigionamenti di gas, la Commissione europea ha deciso di correggere alcune delle storture più vistose del Green Deal. La direttrice generale per l’energia, Ditte Juul Jørgensen, ha anticipato che Bruxelles aggiungerà delle “flessibilità” nell’applicazione del regolamento sulle emissioni di metano, in vigore nel 2027. Il regolamento prevede obblighi stringenti per gli importatori, estesi lungo l’intera filiera a monte, con sanzioni che, in casi estremi, possono arrivare al 20 per cento del fatturato. Mentre i produttori europei si stanno impegnando per rispettare il regolamento, molti produttori esteri sono indietro o si rifiutano di sostenere costi che, in alcuni casi, possono rivelarsi molto elevati.
Secondo uno studio di Wood Mackenzie, nessun operatore extra europeo ha formalmente ottenuto la certificazione Ue e solo il 7 per cento della produzione globale di oil & gas è in linea (ma, secondo i sostenitori della norma, sarebbe sufficiente a soddisfare il nostro fabbisogno). La mancata compliance comporterebbe la rinuncia all'importazione di tali volumi di gas. Vista la situazione, la Commissione ha deciso di correre ai ripari attraverso “soluzioni di conformità, sanzioni e linee guida sull'attuazione”: invece di dimostrare che il gas importato è in regola, sarà sufficiente dimostrare che, nel paese produttore, un volume equivalente è conforme alle norme Ue. Quindi basteranno i dati aggregati e non più quelli analitici. Jørgensen ha aggiunto che non si tratta di un intervento emergenziale ma che è “rilevante in una prospettiva di 5-10 anni e più”. Il presidente di Eurogas, l’italiano Cristian Signoretto, ha commentato “bene ma tardi”, sottolineando che se questo orientamento – caldeggiato dalla Germania oltre che dall’Italia e altri – fosse stato adottato prima, oggi sarebbe tutto più facile. Si sapeva da tempo che il regolamento avrebbe messo alle strette le importazioni: fortunatamente, Bruxelles ha scelto la via del realismo, ma in futuro sarebbe meglio affrontare i problemi senza dover necessariamente attendere una crisi globale.