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Il “sì” miliardario di Silicon Box a Novara è una gran notizia per l’Italia
L’investimento che ha fatto l'azienda di semiconduttori nel nostro paese dovrebbe equivalere a 1.600 posti di lavoro, investimenti complessivi per 3,2 miliardi e la rivitalizzazione di un’area che può candidarsi a creare un ecosistema dell’innovazione baricentrico rispetto a Milano e Torino e ai due Politecnici
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28 MAR 26

Il Ceo di Silicon Box, Byung Joon Han. ANSA/FABIO FRUSTACI
E’ stato un parto travagliato ma alla fine l’investimento della Silicon Box a Novara per produrre chiplet si farà e nei prossimi giorni arriverà anche l’annuncio da parte del Mimit e di Invitalia. Per l’Italia di questi tempi è come pescare un jolly che dovrebbe equivalere a 1.600 posti di lavoro, investimenti complessivi per 3,2 miliardi e la rivitalizzazione di un’area che può candidarsi a creare un ecosistema dell’innovazione baricentrico rispetto a Milano e Torino e ai due Politecnici. A sua volta Silicon Box è una start up già diventata un unicorno con una valutazione di 1,5 miliardi ed è stata fondata da Sehet Sutardja e Weili Dai insieme a Byun Joon Han. Nei vari round di finanziamento della start up asiatica sono entrati nel capitale diversi fondi e altrettanti partner industriali tra cui il gruppo indiano Tata. Nel dettaglio la Silicon box novarese farà packaging e collaudo di chiplet e andrà a rafforzare l’industria europea dei semiconduttori fondamentale per alimentare l’intelligenza artificiale, i veicoli elettrici e autonomi, i data center. Il calendario dell’avvio della produzione ancora non c’è ma intanto la Ue ha riconosciuto valore “strategico” all’investimento concedendo lo status di Open Eu foundry. In tutto finora è solo il quinto caso nel Vecchio Continente e per questo motivo Bruxelles ha anche autorizzato un finanziamento pubblico da parte italiana pari a 1,3 miliardi. Novara ha saputo attrarre le attenzioni degli investitori singaporiani perché ha offerto un’area ottimale per il business, ben collegata e per di più vicina allo stabilimento di un partner strategico come la Memc, espressione italiana della multinazionale Global Wafers. Il casello autostradale dista solo 2 km. ed è altrettanto vicina alla stazione ferroviaria di Agognate che serve anche il traffico passeggeri. L'aeroporto di Malpensa è a 20 kilometri e limitrofo è anche il polo logistico di Amazon.
Pur senza indulgere a voli pindarici la svolta del dossier Silicon Box è un’ottima spinta al territorio e più in generale al sistema Italia. Con Intel non era finita bene e invece con i singaporiani, nonostante la scomparsa avvenuta nel frattempo del fondatore Sutardja, sono stati superati tutti gli ostacoli. Ora gli amministratori piemontesi vorrebbero copiare, per la parte che potranno, l’esempio della Silicon Saxony: che attorno a Dresda ha creato il più grande distretto della microelettronica continentale, un parco tecnologico e ha attratto in loco un colosso dei chip come la taiwanese Tsmc. Intanto per centrare il primo obiettivo Novara ha dovuto attendere i 20 mesi passati dalle anticipazioni al closing e il superamento di una stasi che nel 2025 aveva autorizzato i peggiori pensieri. Un ruolo chiave nello sbloccare l’iter e nel gestire l’erogazione del contributo pubblico (1,3 miliardi), tramite lo strumento del contratto di sviluppo, lo ha avuto e l’avrà Invitalia che assicurerà anche il coordinamento territoriale con il sindaco leghista di Novara e commissario straordinario, Alessandro Canelli.