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Editoriali

Sugli aiuti Alitalia non c'è stato nessun complotto

Redazione

La compagnia di bandiera non è stata penalizzata rispetto a Lufthansa e Air France. Anzi, forse c'è stato addirittura un occhio di riguardo: la sentenza europea è arrivata in ritardo e difficilmente i contribuenti riavranno i soldi

La decisione della Commissione europea di multare l’Italia per gli aiuti di stato illegali ad Alitalia è arrivata alquanto in ritardo. La vecchia Alitalia è infatti ormai una bad company, “una cattiva compagnia” in amministrazione straordinaria da metà ottobre del 2021 e difficilmente potrà ridare indietro i soldi prestati dai contribuenti, mentre Ita è una compagnia differente come sancito dalla stessa Commissione. Si è sollevata qualche voce “patriottica” rispetto a un presunto trattamento differente riservato a Francia e Germania per il sostegno ad Air France e Lufthansa. Ma i soldi dati ad Alitalia si riferiscono al periodo 2017-2019 quando il mercato aereo andava molto bene e Alitalia invece era in perdita. La situazione è stata completamente differente durante la pandemia, quando il mercato è crollato e quasi tutte le compagnie aeree hanno avuto bisogno di prestiti pubblici per poter sopravvivere alla tempesta perfetta. E’ stato questo il caso anche di Lufthansa e Air France che hanno visto interventi miliardari da parte di Germania e Francia.

 

Tuttavia, è bene ricordare che questi prestiti sono stati restituiti dalle compagnie aeree, tanto che Lufthansa ha potuto riaffacciarsi sul mercato e provare ad acquistare Ita proprio perché gli aiuti erano stati rimborsati. Alitalia durante la fase pandemica ha ricevuto soldi a fondo perduto per cercare di sopravvivere. Questo denaro pubblico non è bastato e anche per questa ragione il governo italiano, previo accordo con la Commissione europea, ha deciso di fare nascere in discontinuità aziendale Ita. Ma questi sussidi pandemici non sono stati considerati aiuti di stato in nessun paese, inclusa l’Italia, quindi non c’è stato alcun trattamento differenziato e penalizzante per l’Italia. Anzi, forse c’è stato un occhio di riguardo. La sentenza della Commissione europea è arrivata in ritardo e “fuori tempo massimo”: difficilmente i contribuenti rivedranno i soldi prestati alla fu Alitalia.

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