Elisabetta Ripa (Ansa)

L'intervista

Pragmatismo, energia e Pnrr. Mosse utili per un'Italia più competitiva. Parla Ripa (Enel)

Mariarosaria Marchesano

"Bisognerà accelerare se vogliamo essere più indipendenti e competitivi in campo energetico. La transizione deve essere un’opportunità per il nostro paese, che non ha nulla da invidiare agli altri stati europei in quanto a tecnologie e innovazione per l’ambiente”, dice la manager

Tra le possibili conseguenze della crisi politica e delle elezioni anticipate ci potrebbe essere lo slittamento dei bandi di gara del Pnrr destinati al potenziamento delle infrastrutture energetiche per la mobilità elettrica. Gli operatori del settore, infatti, sono in attesa del decreto di Palazzo Chigi che consentirà di raddoppiare i punti di ricarica veloci (sopra i 100kW di potenza) portandoli a 42 mila entro il 2024. Per questo obiettivo il piano europeo ha stanziato risorse per 741 milioni di euro. “Bisognerà accelerare se si vuole che l’Italia diventi un paese più indipendente e competitivo in campo energetico”, dice al Foglio Elisabetta Ripa, la manager che ha preso le redini della neonata Enel X Way dopo essere stata amministratore delegato di Open Fiber.

 

In effetti, più macchine elettriche vuol dire meno inquinamento ma anche minori importazioni di petrolio da paesi che usano le materie prime come arma di ricatto. Il rovescio della medaglia è che l’industria automobilistica deve pianificare una riconversione in tempi rapidi (secondo alcuni troppo) per rispettare quanto previsto dalla Commissione europea, il che fa apparire la transizione energetica come un diktat che non calcola il costo sulle filiere produttive. “La transizione energetica deve essere un’opportunità per il nostro paese, che non ha nulla da invidiare agli altri stati europei in quanto a tecnologie e innovazione per l’ambiente – ribatte Ripa  – I fondi del Pnrr possono contribuire a sviluppare un nuovo mercato rappresentato dalle infrastrutture energetiche per la mobilità elettrica con la nascita di nuovi posti di lavoro. Tanto più che la riduzione delle auto a benzina, che entro il 2035 non saranno più commercializzate, sarà graduale”.

 

Dunque, occorre avere un approccio meno ideologico e più pragmatico, lasciando che sia il mercato a stabilire la direzione e ai consumatori la libertà di scelta. “L’Italia ha sempre avuto un’industria automobilistica fiorente e può ritagliarsi un posizionamento competitivo nella mobilità elettrica, incentivando lo sviluppo delle gigafactory e investendo in nuovi processi produttivi e in formazione per creare nuove competenze. Ma deve assecondare questo cambiamento con maggior convinzione per poterne cogliere le opportunità. E’ importante che il nuovo governo inserisca tra le priorità la semplificazione e l’accelerazione delle procedure per la costruzione delle infrastrutture di ricarica e si impegni a garantire regole certe nell’allocazione delle risorse europee. Come Enel X Way siamo in prima linea e i nostri piani prevedono di portare i punti di ricarica da 16 mila a 21 mila entro il 2023. Anche altri operatori saranno in campo contribuendo a rendere questo settore giustamente competitivo, il che rende ancora più urgente avere un quadro normativo chiaro e prevedibile”.

 

Enel X Way è la nuova società del gruppo Enel nata a inizio 2022 ed è operativa in 17 paesi nella mobilità elettrica, che può decollare se la diffusione delle colonnine diventa capillare sia dentro che fuori la rete autostradale. La loro crescita dovrebbe andare di pari passo con l’incremento delle immatricolazioni delle auto elettriche (più 128 per cento nel 2021). Ma finora non è stato così e si è piuttosto creato un circolo vizioso: un numero crescente di italiani ha optato per le quattro ruote elettriche, anche grazie agli ecoincentivi messi in campo dal governo, e poi fa fatica a trovare le colonnine. “Oggi ci sono 2 punti di ricarica ogni 100 km lungo il percorso autostradale. L’ideale sarebbe averne molti di più all’interno delle autostrade.e a distanza di due o tre chilometri massimo dalle uscite – spiega il ceo di Enel X Way -  La questione numerica, è però, sopravvalutata perché ancora più importante è creare un giusto mix di ricarica tra punti ordinari e ad alta potenza, quelli, per intenderci, che impiegano 20-30 minuti per fare il pieno all’auto consentendole di affrontare un percorso lungo in tranquillità”.

 

Insomma, per Ripa viaggiare in elettrico deve essere un’esperienza semplice, piacevole e anche conveniente perché si riducono i costi delle riparazioni grazie al minor tasso di “guastabilità” delle auto. C’è, infine, sempre in riferimento alle autostrade, tutta la questione del riuso di pompe di benzina e stazioni di servizio, le cui aree in molti casi sono soggette a concessioni pubbliche gestite da Aspi. “Siamo disponibili a collaborare con tutti i soggetti coinvolti per individuare le soluzioni più adatte a creare le infrastrutture energetiche per la mobilità del futuro”. 

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