Editoriali

Senza i privati non cambia il clima

Redazione

Gli ambientalisti non vogliono gli industriali alla Cop26. Un errore

Per gli ambientalisti sono come un elefante nella stanza. Più di cinquecento persone riconducibili alle lobby petrolifere in questi giorni sono a Glasgow per partecipare alla Cop26, dove dal primo novembre i leader di tutto il mondo stanno contrattando accordi e soluzioni per tentare di contenere l’aumento della temperatura globale al di sotto di 1,5 gradi. Difficile che questo accada, ma lo scenario descritto dall’Agenzia internazionale dell’energia è comunque incoraggiante perché prevede che grazie alle decisioni prese durante il vertice il riscaldamento globale dovrebbe restare al di sotto di 1,8 gradi. Si poteva fare di più? Secondo gli attivisti dell’ong ambientalista Global Witness, che hanno contato uno per uno i partecipanti alla Cop26 legati alle lobby, per ottenere risultati concreti i politici dovrebbero escludere le organizzazioni che hanno interessi finanziari diretti o  indiretti nella produzione di combustibili fossili. Non solo quindi l’industria petrolifera e del gas, ma anche gli altri settori implicati nella crisi climatica, “come la finanza, l’agroindustria e i trasporti”. La tesi è che senza di loro si potrebbero assumere scelte più coraggiose. Ma ciò che questa tesi non considera, è che sono proprio questi gruppi industriali i più coinvolti dalla transizione. Se riusciremo a tagliare le emissioni sarà anche grazie ai progressi tecnologici che l’industria dell’oil & gas ha fatto negli anni, investendo in ricerca e sviluppo, riconvertendo parte dei suoi investimenti nelle energie rinnovabili e nei carburanti alternativi e più puliti. Il vero bla bla bla è immaginare di poter staccare la spina all’improvviso interrompendo il consumo di combustibili fossili da un giorno all’altro. Per questo, non è tagliando fuori dal confronto proprio chi si misura con una profonda riconversione che si potrà ottenere di più. Piuttosto, è   stimolando e orientando gli investimenti dell’industria   che si può accelerare il processo. Senza santi non si cantano messe. 

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