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Google investe in immobili nelle città
Altro che fuga nei borghi. C’è un boom alle viste nelle nuove metropoli
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22 SEP 21
Ultimo aggiornamento: 04:00 AM

AP Photo/Mark Lennihan
La notizia lanciata dal Wall Street Journal può essere riassunta in poche righe: Google sta comprando un palazzo per uffici a Manhattan per 2,1 miliardi di dollari. Dietro alla notizia c’è la gerarchia del potere economico nell’èra digitale, ma ci sono anche i nuovi equilibri che, partendo dal mercato, definiranno la ripresa dopo la pandemia, il lavoro, le imprese, il volto delle metropoli. Manhattan è sempre stata lo specchio nel quale si rimira il capitale. E lo è ancora a dispetto di tutti i declinisti. Un tempo c’era la Chrysler a svettare con il suo grattacielo. Oggi le Big Oil, le Big Car, persino le Big Bank o i magnati della rendita come i Trump, passano lo scettro alle Big Tech. Facebook, Apple, Amazon, Alphabet (società madre di Google) sono le compagnie più attive sul mercato immobiliare e questo è un buon momento per comprare a New York, a Parigi e anche a Milano: sul real estate fiaccato dalla pandemia c’è ovunque un gran fermento. Fin qui è quasi ovvio. Meno scontato è che Google voglia altri uffici nella Grande mela dove è ben insediata.
“Noi sappiamo che i nostri dipendenti per essere contenti e produttivi hanno bisogno di collaborare, quindi compriamo più spazio nel quale lavorare. E compriamo perché vogliamo controllare il nostro proprio spazio”, spiega William Floyd il manager che si occupa della governance. Non solo. Google va a Manhattan dove impiega già 12 mila persone, perché lì trova i lavoratori giusti, quelli con una istruzione elevata e adeguata. Allora lo smart working è solo un accidente? E che fine fa la teoria secondo la quale il Covid ha svuotato per sempre le città? In realtà bisogna guardare a una transizione lunga nella quale presenza e distanza si scambiano e si integrano. Ciò vale anche per le metropoli. I grattacieli non verranno sgombrati, i centri urbani non diventeranno deserti acchiappa-turisti, ma anche le grandi città saranno multipolari. In attesa che il futuro si faccia presente, guardiamo al nuovo boom immobiliare e all’aumento dell’occupazione. Grazie anche a Big Tech.