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Il contributo decisivo del sindacato e dell'opposizione nel disastro sul lavoro

La battaglia mancata per la produttività e per un mercato più flessibile. Le risposte evasive di Landini e i dati sconvolgenti di uno studio sulla necessità di creare lavoro anziché redistribuire ipotetiche risorse

6 Luglio 2020 alle 09:50

Il contributo decisivo del sindacato e dell'opposizione nel disastro sul lavoro

Il leader della Cgil, Maurizio Landini (foto LaPresse)

Si fa presto a dire lavoro. Ho passato diversi piacevoli minuti in compagnia di Maurizio Landini, venerdì scorso a “In Onda” con Luca Telese e David Parenzo, e nel corso della chiacchierata con il segretario della Cgil sono emersi molti spunti utili per capire qual è oggi il vero tabù culturale nascosto dietro alle problematiche sul lavoro. In questa specifica fase della nostra storia, le problematiche legate al lavoro sono problematiche che appartengono a tutto il mondo e non bisogna...

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Claudio Cerasa

Claudio Cerasa

Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter. E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.

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Commenti all'articolo

  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    06 Luglio 2020 - 16:57

    Al direttore - Il consociativismo tra Pci e governi Dc, era cementato dall'uso reciproco dell'assistenzialismo di Stato nei blocchi sociali di riferimento. Sistema retributivo per il calcolo della pensione, scivoli, contributi figurativi, pensioni baby. legge Mosca, posto di lavoro fisso e a vita nella Pa. Si potrebbe continuare con le migliaia di miliardi buttati nella legge per il Mezzogiorno, con le cattedrali nel deserto, con lo strapotere politico dei sindacati, per concludere, le poche eccezioni confermano la regola, che quell'andazzo non poteva ridistribuire ricchezza: ridistribuiva debiti. Con la complice, opportunistica connivenza della politica, tutta. Altro che colori, identità, appartenenze, altro che destra o sinistra, maggioranz e opposizione. La politica era, ed è. tutta immersa nel plumbeo del grigio. Ci siamo sempre sbudellati solo sulle sue sfumature. Anche oggi, non andiamo, non sappiamo andare oltre le stesse. Amen.

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  • Chichibio

    06 Luglio 2020 - 12:34

    Ma la povertà, assoluta o relativa, con quali strumenti si misura? Spero non solo basandosi sulla dichiarazione dei redditi.

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    • leless1960

      06 Luglio 2020 - 18:01

      Si misura con criteri prima di tutto statistici ed internazionali. Si fanno indagini in cui è garantito l'anonimato e si misura la capacità di spesa quotidiana, settimanale e mensile. Quindi di spesa, non di reddito. Se te compri la carne, se questa settimana non te la sei potuta permettere o se non te la puoi permettere mai. Roba del genere.

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  • Giovanni Attinà

    06 Luglio 2020 - 11:48

    Caro Cerasa, una sola considerazione: per creare posti di lavoro occorrono investimenti pubblici e privati. Siamo in presenza di una crisi economica senza precedenti, ma sul fronte degli investimenti non si muove niente. Per gli investimenti pubblici, oltre che l'enfasi del metodo Morandi per il ponte di Genova, non mi pare che poi si muova qualcosa. Per gli investimenti privati, nonostante i lamenti di Confindustria e dintorni, risulta tutto fermo. Quanto ai sindacati, al di là di dichiarazioni di rito, poi tutto si limita a confronti che non affrontano i problemi sul piano concreto.

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  • Andrew

    Andrew

    06 Luglio 2020 - 11:29

    Gli ideali, la morale, i talenti. La crisi italiana riguarda questi temi, non solo i benefit, i bonus, le casse integrazioni e tutte le elemosine di governi che hanno elargito miserie e annullato l’occupazione a colpi di immigrati e di povertà crescenti. Ma il virus ha segnato un solco, perché gli italiani lo hanno urlato dai balconi e dai tetti che “nulla dovrà essere come prima”. E io aggiungo per tutti, destre e sinistre. Fa bene Berlusconi a far sapere al Capo dello Stato che se si vuole portare rapidamente il Paese fuori da queste sabbie mobili ideologiche, stataliste, comuniste, golpiste e vergognose, c’è una sola via. Quella di trovare in Parlamento la maggioranza che già c’è nel Paese, evitando di perdere tempo e spendere soldi per consultazioni elettorali, rimandate a data stabilita. L’Italia e gli italiani non possono attendere.

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