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La repubblica dei salvataggi

Dalle banche che traballano all’Alitalia che non decolla, dal disastro Ilva alla Whirlpool che fugge. I governi mettono soldi ma il mercato non si può sfidare in eterno. Perché l’economia non si salva per via giudiziaria

23 Dicembre 2019 alle 10:56

La repubblica dei salvataggi

LaPresse

Correva l’anno 1982 e il governo guidato dal repubblicano Giovanni Spadolini introdusse un provvedimento chiamato “manette agli evasori”. Non piacque granché ad Antonio Pedone, docente di Scienza delle finanze, tra i maggiori conoscitori della politica e dei sistemi fiscali: tre anni prima aveva scritto un libro dal titolo efficacissimo, “Evasori e tartassati”, mettendo in relazione diretta la giungla tributaria e la corsa a non pagare le imposte. Pedone era tra i professori più vicini a Giuliano Amato, “il dottor sottile”...

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Stefano Cingolani

Nato nel bel mezzo del secolo scorso a Recanati, è tornato alla luce in seguito a recenti scavi. Dopo tanto girovagare per giornali (L’Unità, Il Mondo, Corriere della sera, Il Riformista) e città (Milano, New York, Parigi), in cerca di stimoli e affetti, ha trovato al Foglio il rifugio agognato. Ha scritto “Le grandi famiglie del capitalismo italiano” e “Guerre di mercato”. Sopraffatto dalla colpa per non essere riuscito ad assicurare un futuro certo alla figlia maggiore e per non fare i compiti con quella minore, passa il tempo tra l’impero romano-cristiano e la terza globalizzazione (prima o poi riuscirà a spiegare entrambi?). Va al mare sul Baltico, ma vorrebbe essere sul Patna con Lord Jim o a Long Island con Jay Gatsby.

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  • Andrew

    Andrew

    23 Dicembre 2019 - 14:23

    Sul Corriere, giornale ormai diventato suo portavoce ufficioso, Giuseppi spiega che in uno stato di diritto lo Stato ha tutto il diritto di cambiare i contratti in essere in nome dell’interesse pubblico prevalente. E anche se non si rende conto che lo stato di diritto a cui si riferisce è quello rappresentato dal vecchio modello sovietico o quello più recente della Cina, si dice convinto che dalla sicura intesa di maggioranza sulle concessioni autostradali scaturiranno norme che senza punire nessuno toglieranno i privilegi a quanti ne hanno usufruito in passato e continuano ad usufruirne nel presente. I concessionari autostradali sono dunque avvisati. Lo stato di diritto sovietico di Conte si prepara a bastonarli.Chi invece può tirare un sospiro di sollievo sono i concessionari delle rotte marittime. I loro privilegi sono salvi. Garantiscono Grillo e Casaleggio, beneficiari dei contratti milionari dati loro dal proprietario dei traghetti Moby. Onestà, onestà, onestà!

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    23 Dicembre 2019 - 12:00

    Leggendo il domenicale di Eugenio Scalfari: “Ma guarda un po’, Zingaretti e Giuseppi avrebbero in mente di andare a Bad Godesberg. Sessant’anni dopo, però. Sempre alacremente pronta, innovativa la cultura politica/economica/sociale della sinistra nostrana.” Le simpatiche Sardine, invece hanno in mente l’Arcadia, Siamo forti.

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  • Chichibio

    23 Dicembre 2019 - 11:56

    Manette ai "grandi" evasori. Vuol dire è ammesso evadere se si è piccoli?

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    • guido.valota

      23 Dicembre 2019 - 19:49

      Non solo è ammesso. Col reddito di cittadinanza attribuito in base alle autocertificazioni è incentivato.

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  • Giovanni

    23 Dicembre 2019 - 11:33

    Abbiamo sempre detto, anch'io, che è deleteria la partecipazione dello stato in aziende italiane. In via di principio lo sostengo ancora, tuttavia alcuni parametri negli ultimi dieci anni sono mutati e non si può non prenderne atto. Pigliamo ad esempio la Francia che spesso compare come azionista (anche forte) in varie aziende francesi. Quel tanto che impedisce agli azionisti non francesi di assumere il predominio su una azienda e addirittura svenderla o abbandonarla. Ripeto, un tempo avrei trovato riprovevole tale intromissione ma oggi con una globalizzazione malata e per certi versi predatoria trovo giusto l'atteggiamento dello stato francese. Rammento che l'abitudine francese di cui sopra sarebbe considerata illegittima in sede UE ma i francesi se ne sono altamente fregati (e hanno fatto bene) e l'UE ha chiuso tutti i 54 occhi a disposizione.

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