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Il Mes aiuta a gestire le crisi sovrane

Lagarde al Parlamento Ue ribadisce l’importanza del Fondo salva stati

3 Dicembre 2019 alle 06:06

Il Mes aiuta a gestire le crisi sovrane

Christine Lagarde (foto LaPresse)

Christine Lagarde non ha deluso le attese di quanti prevedevano che il suo primo intervento davanti alla Commissione economica del Parlamento europeo potesse avere un doppio peso, politico e di politica monetaria. La nuova presidente della Bce, infatti, è intervenuta sulla riforma del Meccanismo europeo di stabilità invitando i governi a comprendere che il Mes è fondamentale per la stabilità dell’Eurozona, poiché le modifiche su cui si ragiona puntano a rafforzare il sistema di gestione delle crisi sovrane. Alla domanda posta del parlamentare pentastellato Piernicola Pedicini – uno dei quattro deputati del M5s che non hanno votato Ursula von der Leyen, in dissenso con il loro partito – su un tema tecnico come le Cacs (Clausole di azione collettiva), Lagarde ha replicato che “servono a evitare che minoranze possano tenere in ostaggio tutti gli altri investitori”.

 

Il Mes, con le sue condizionalità, ha un ruolo fondamentale nella costruzione europea e bilancia l’interventismo della Bce. Solidarietà e responsabilità, insomma. Un concetto forse difficile da comprendere da forze populiste, abituate a pretendere pasti gratis, ma che la numero uno dell’Eurotower non esita a ribadire confermando così anche che la politica monetaria “continuerà a sostenere l’economia e a rispondere ai rischi futuri in linea con il nostro mandato sulla stabilità dei prezzi”. Il 12 dicembre è prevista la prima riunione della Bce sotto la sua guida e molti si domandano quale sarà l’indirizzo che Lagarde intende imprimere. Le parole pronunciate davanti al Parlamento europeo sembrano confermare che ci sarà una “revisione della strategia” della Banca di Francoforte con l’obiettivo di adeguare le politiche a un nuovo contesto. Quale sarà il focus di questa strategia è presto per dirlo. I mercati si attendono una linea di continuità con la politica monetaria accomodante di Mario Draghi e non c’è motivo di dubitare che sarà così. Ma qualcosa sta per cambiare e le modifiche potrebbero riguardare il modo in cui politica monetaria e politica fiscale potranno interagire con decisioni che Lagarde sembra intenzionata a prendere recuperando un approccio consensuale del consiglio direttivo della Bce.

Redazione

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