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I due piani del Mes

Il trattato è stato rimesso in discussione dai partiti incapaci di allontanare lo spettro di un’uscita dalla moneta unica. C’è una discussione di merito, ma per l’Italia conta il tema politico: ridurre il debito o sfidare Europa e mercati?

3 Dicembre 2019 alle 06:00

I due piani del Mes

Il premier Giuseppe Conte e il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri (foto LaPresse)

Lo scontro in atto sul Meccanismo europeo di stabilità (Mes) ha due aspetti: uno di merito, sulla revisione del Mes, l’altro politico, riguardante i rapporti dell’Italia con l’Europa. Nel merito, purtroppo è vero che la revisione del Mes non è un “good deal” per il nostro paese. Il punto più importante è che, in base al nuovo trattato, il Mes avrà un ruolo (che oggi non ha) nel valutare la sostenibilità del debito pubblico dei paesi che chiedono assistenza, e...

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Guido Tabellini

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Commenti all'articolo

  • Andrew

    03 Dicembre 2019 - 19:48

    Allora ieri chi ha vinto e chi ha perso? Se il primo round alla Camera è andato a Giorgia Meloni, il secondo al Senato se lo è aggiudicato il leader leghista. Matteo Salvini ha picchiato duro non concedendo quartiere al premier. A chiusura di giornata la sensazione è che il testa-coda di Conte sul Mes abbia innescato il countdown sulla fine dell’esperienza giallo-fucsia. Se è così prepariamo bibite e popcorn per il prossimo mercoledì 11 dicembre perché sarà una lunga giornata, piena di sorprese.

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  • Giovanni

    03 Dicembre 2019 - 16:38

    Signori, ma veramente credete nella riduzione del nostro debito pubblico in pochi anni? Forse se faceste qualche conticino vi rendereste conto che anche solo ridurlo al 100 per cento del Pil richiederebbe non meno di cinquanta anni e... anche più. Solo un enorme aumento del PIL potrebbe ridurre di una decina di anni il rapporto debito/Pil. Ma questo significherebbe produrre per anni e anni un Pil maggiore della Germania. Bando ai sogni, dunque e chiedere subito la modifica del MES riformato. Anche a muso duro e minacciando l'italexit. Cosa che sarebbe drammatica per il nostro paese ma io francamente non vedo alternative.

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  • lorenzolodigiani

    03 Dicembre 2019 - 14:00

    L’articolo del professor Tabellini e’al di sopra delle parti e chiarificatore. Purtroppo i populismi si attraggono. Se si schierassero a favore dell’Europa, della permanenza nell’euro e per una seria riduzione del debito pubblico avrebbero poca ragione di esistere.

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  • Giovanni Attinà

    03 Dicembre 2019 - 12:27

    Una sola considerazione per l'articolo del professor Guido Tabellini, come sempre dotto e completo: quando i nostri politici, in primis in governo in carica, decideranno di mettere in pratica la riduzione del debito pubblico? Sono trent'anni che si discetta con l'enfasi delle privatizzazioni e poi è successo che si è registrato l'aumento a dismisura.

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