Far volare Trenitalia senza gli aerei

Redazione

I treni italiani arrivano in Spagna e ci ricordano le virtù delle liberalizzazioni

Trenitalia del gruppo Fs si è aggiudicata in Spagna una gara internazionale per il secondo lotto di collegamenti ad alta velocità su cinque rotte (Madrid-Barcellona, Madrid-Siviglia, Madrid-Valencia, Madrid-Malaga, Madrid-Alicante), per 52 collegamenti nelle due direzioni, incrementabili in alta stagione. L’azienda italiana è consorziata con Air Nostrum, compagnia aerea privata spagnola che opera anche in franchising di Iberia, a sua volta controllata da British Airways. A decidere è stato Adif, titolare nazionale della infrastruttura di rete, equivalente della nostra Rfi. Alla concorrente domestica Renfe è andato il primo lotto, con collegamenti sempre in partenza da Madrid, mentre la francese Sncf ha ottenuto il terzo lotto. Fs e Sncf utilizzeranno convogli propri – Fs il Frecciarossa 1000 che attualmente è il treno più veloce d’Europa –, mentre Renfe dovrà comprarli. Con questo atto inizia in Spagna la concorrenza ferroviaria che ha l’obiettivo dal 2022 di aumentare i passeggeri dell’80 per cento e i ricavi del 50.

 

L’Alta velocità spagnola (Ave) è la seconda d’Europa ma è isolata dal resto della rete per lo scartamento dei binari, il che ha indotto il finora monopolista nazionale a munirsi di treni fabbricati espressamente da Alstom e Siemens. Il Frecciarossa 1000, che dovrebbe chiamarsi con il nome originale Bombardier Zefir, rompe questo isolamento, così come il concorrente francese. Questo successo, ottenuto in pochissimo tempo (Fs si è unita alla gara a inizio novembre facendo pesare proprio l’utilizzo del Frecciarossa), dimostra almeno due cose. La prima: la liberalizzazione internazionale è una grande virtù, per i paesi che la attuano e per le aziende ed i clienti che ne beneficiano. La seconda: il core business di Fs è il trasporto ferroviario, ed è opportuno che l’azienda italiana concentri qui le proprie risorse, non lasciandosi distrarre dal salvataggio di Alitalia. E a proposito: in Spagna ha sommato i propri investimenti ai capitali di operatori aerei locali. Che però sono alleati di Iberia controllata da British. E lo ha fatto grazie a un dossier nel quale alla bontà dei propri treni si aggiunge la reputazione delle frecce, delle quali ricorrono i 10 anni. Continui così.

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