Inondazioni e dissesto idrogeologico si prevengono puntando sul turismo

Vitigni e controllo del territorio per "coccolare" i turisti riescono a dare benefici alle zone a rischio dissesto idrogeologico. C'è un pezzo di Oltrepò pavese che prova a non piangere sul maltempo 

Luciana Rota

Arriva da Berlino. In moto. È un turista come tanti che incontri un sabato mattina del ponte di Ognissanti del 2019. Ha scelto l’Oltrepò, un Oltrepò… selvatico. E lo ha raggiunto da solo, convinto della meta. Destinazione Rivanazzano Terme. Lo incontri Da… Selvatico. Appunto. Spontaneo e libero come un programma di viaggio: mica male. Anche per un turista che arriva da Berlino.

 

Spontaneo e libero, aggiungici storico e nuovo allo stesso tempo, ecco come vuole apparire e conquistare il cuore dei turisti il l'Oltrepò. Terra di agricoltori da sempre, di cui il vino. Terra di ospitalità da sempre, di cui le Terme. Terra di una natura speciale: che incrocia tre regioni e quella unica biodiversità italiana diventa qui più che mai magia. Perché lo stesso piatto fatto a distanza di pochi chilometri qui è speciale: prende il meglio di tre regioni.

  

C’è anche qualcosa di più, poi, ad ascoltare le parole di Francesca Selvatico che con la sorella Michela gestisce una antica locanda che è lì da oltre un secolo, proprio lì, fiore all’occhiello di un piccolo paese della provincia pavese sulla antica via del sale… Le ragazze selvatiche hanno ereditato alla perfezione l’arte dell’accoglienza dalla Signora Piera, la madre, personaggio unico e molto amato nel mondo Gastronomico… Da sempre meta di viaggiatori di ogni genere, proprio lì, Da Selvatico le nuove generazioni hospitality ingranano la marcia internazionale e giocano molte carte in più per conquistare il turista curioso.

   

Curiosi, sì, gli stranieri che arrivano e sono sempre di più, sono curiosi di tutto – dice Francesca Selvatico che è anche sommellier del vino e dell’olio – Curiosi di provare e testare i nostri prodotti enogastronomici, soprattutto il vino e di capire gli abbinamenti con i piatti della tradizione dove la tradizione non è solo nella ricetta ma anche nel prodotto base: autentico pure lui.

   

"Il nostro turismo è un turismo per tutti i target", dice Francesca Selvatico. "Dalla gita fuori porta alla vacanza fra le colline con una tendenza importante  per il turismo esperenziale: da quello del fare il pane, la raccolta delle castagne, dei funghi, dei tartufi… al quello del benessere, le terme, le gite in bicicletta i trekking a piedi e a cavallo… naturalmente anche i borghi e la storia. Con Pavia e Vigevano che sono gioielli di architettura. E la natura. A proposito della quale non è tutto rose e fiori come qualche giorno a fa con l’alluvione a spaventarci e lasciare qualche guaio qua e là, ma quando un turista che riparte per la sua Berlino, inforca la moto col sorriso e si carica il bauletto di marmellate fatte in casa e di buon vino, ci sembra di portare a spasso un po’ di Oltrepò".

 

Verso Montesegale, la Valle Ardivestra, puntando verso Fortunago, borgo antico, fra i più belli d’Italia: oltre 35mila turisti nel 2019. Da lì da sempre il vento, l’esposizione di quelle colline così belle e tratteggiate dalla natura, ha prodotto grani di qualità eccezionale, ancora oggi da quelle parti gli agricoltori ne vanno fieri. E proprio l'aumento del turismo, l'estensione del territorio collinare coltivato hanno aumentato la sicurezza dei territori. Secondo i dati della Regione Lombardia sul disseto idrogeologico l'Oltrepò pavese ha diminuito i fattori di rischio, anche se il lavoro da fare è ancora molto. Nell'ultimo anno le zone a rischio frana sono diminuite del 7 per cento e i corsi d'acqua a rischio esondazione sono calati di del 5.

 

Cura del territorio. E vino

E cosa accade se un francese chiede un calice di Pinot Noir? "Succede un fatto curioso anche per noi. Che lo conquistiamo con un metodo classico da Pinot Nero. Il vitigno è lo stesso. Solo che siamo in Italia… E proprio loro, che hanno storicamente avuto sempre un po’ la puzza sotto il naso in queste cose, quando degustano il nostro Pinot Nero metodo classico, vino bandiera (ma ce ne sono tanti altri), rimangono piacevolmente stupiti. Allora gli spieghiamo che un tempo, un secolo fa, proprio quel vino qui in Oltrepò si chiamava champagne…"

   

Come dire che tutto funziona anche qui. Ed è un po’ come lo storytelling al contrario. O meglio: andata e ritorno. Non c’è solo nella Champagne o nella Borgogna… "Funziona che a furia di insistere, e molti ristoratori o produttori come noi hanno la testa dura, ci stiamo prendendo qualche soddisfazione. La gente viene, torna, scopre o riscopre. E cerca storie, la nostra è una storia autentica. Spontanea. Abbiamo cantine importanti e giovani che non solo non le abbandonano ma le stanno portando lontano".

 

"Il turista vuole fare esperienza, senza forzature. Vuole stare bene, mangiare e bere bene e non cerca cose banali, piuttosto cose facili da capire. Oggi che per non essere banali, forse, basta valorizzare la tradizione, in cucina come in altri campi. Bisogna essere tipici con passione. E poi, ci vuole una attenzione al benessere generale. Ecco perché nella nostra locanda abbiamo investito in una piccola Spa per le coccole del viaggiatore. Un luogo di relax che è proprio accanto alla vecchia cantina, messa a disposizione per un aperitivo… autentico. Il segreto è quello. Volersi bene davvero".

    

Storie ed esperienze. Come mettere le mani nella farina e che sia quella da grani antichi, autentici e di queste valli: "I nostri corsi di panificazione hanno avuto successo, adesso li facciamo anche per le scuole materne, ma ci piace soprattutto farli perché permettono di raccontare la storia del territorio".

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