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Serviva un premio Nobel per spiegare che non è così facile battere la povertà

Il messaggio che arriva dalle ricerche di Banerjee, Duflo e Kremer è che non tutte le misure sono efficaci, tanto meno efficienti, solo perché mosse dalle buone intenzioni

14 Ottobre 2019 alle 20:10

Serviva un premio Nobel per spiegare che le politiche di sviluppo non vanno studiate con l’emozione ma con metodo scientifico

(Foto LaPresse)

Il premio Nobel per l’Economia 2019 va a Abhijit Banerjee, Esther Duflo e Michael Kremer “per il loro approccio sperimentale nella lotta alla povertà globale”. Il riconoscimento dell’Accademia di Svezia è dovuto alle innovazioni e al rigore metodologico attraverso cui hanno letteralmente rifondato l’economia dello sviluppo. Assieme ai loro co-autori, hanno mutuato dalle scienze mediche la tecnica della cosiddetta “randomizzazione” per valutare gli effetti delle politiche a contrasto della povertà. Questa metodologia consiste nell’identificare due campioni rappresentativi della popolazione di...

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    15 Ottobre 2019 - 13:01

    Al premio Nobel serve un bilanciamento come potrebbe essere il premio Razzie nel cinema americano e ai molti premiati Nobel invece di questo premio anderebbe 'comminati'il premio razzie. E poi storicamente nel vecchio continente il paese che detiene la golder share per assegnare il premio è la Svezia che tra tutti i paesi del vecchi continente è forse la più povera di contributi alla letteratura mondiale.Insomma rispetto ad altri paesi europei è la nazione che ha dato pochissimo alla cultura occidentale.

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  • MarcoSaba

    MarcoSaba

    15 Ottobre 2019 - 09:09

    IL premio dedicato a Nobel è cosa ben diversa dal "premio Nobel".

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    Rispondi

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