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C’è una scossa alla Volkswagen

L’auto elettrica per le masse è un segnale di vitalità nella recessione tedesca

10 Settembre 2019 alle 06:00

C’è una scossa alla Volkswagen

La Volkswagen Id.3 (foto LaPresse)

Sotto i cieli della recessione l’industria tedesca cerca una scossa. Il gruppo Volkswagen presenta al Salone di Francoforte la Id.3, la vettura destinata nei piani di Wolfsburg a diventare l’elettrica di massa capace di ripetere il successo del Maggiolino e della Golf e così ribadire, anche dopo il tramonto del motore a scoppio, la leadership d’oltre Reno nel settore a quattro ruote. Per sostenere la controffensiva decisa dopo la disfatta del Dieselgate, l’ammiraglia dell’auto tedesca non ha badato a spese. La migrazione all’elettrico dei marchi del gruppo comporterà investimenti per 33 miliardi di euro entro il 2023. Oltre all’Id.3 (prezzo attorno ai 30 mila euro, consegne dall’anno venturo) al Salone esordisce Taycan, la Porsche elettrica che sfiderà la Tesla S. Poi toccherà ai modelli degli altri marchi che verranno sviluppati sulla Meb, la piattaforma chiave del piano per arrivare a vendere 15 milioni di veicoli elettrici entro il 2025 grazie agli 80 modelli elettrificati attesi nei prossimi 11 anni. Un obiettivo tanto ambizioso quanto costoso che ha convinto il gruppo a condividere l’uso della piattaforma con la Ford. Anche questo è una prova degli oneri della rivoluzione elettrica per un settore già alle prese con il rallentamento della congiuntura e con numeri che non fanno dormire sonni tranquilli ai protagonisti, nemmeno quelli che, come Volkswagen, possono sostenere una transizione fatta più di spese che di ricavi (nella prima parte del 2019 l’elettrico ha rappresentato solo il 2,7 per cento del fatturato). Rivoluzione che tra i costi ha quello di comportare la perdita di posti di lavoro. La Germania, una volta presa la decisione, ha accettato di pagare dazio pur di conservare almeno in parte la sua leadership rispetto all’Asia e alla riscossa tecnologica americana. E l’Italia? Fca, mentre svanisce almeno per ora la prospettiva di un asse con Renault, gioca le sue (poche) carte sulla 500 elettrica in uscita nel 2020, ovvero da quando non sarà più prodotta in America.

Redazione

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