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Così i satelliti migliorano la resa dei campi

L’agricoltura in ambiente controllato nasce per garantire la sopravvivenza degli astronauti. Intanto servirà per la sicurezza alimentare in climi estremi e a ridurre il consumo di suolo, acqua e pesticidi

16 Giugno 2019 alle 06:13

Così i satelliti migliorano la resa dei campi

Foto tratta dal sito della Nasa

A fine maggio il presidente dell’Inps Pasquale Tridico ha lanciato la suggestiva idea di istituire una task force per contrastare il caporalato nei campi agricoli anche attraverso l’uso di droni. E’ possibile che veicoli autonomi volanti abbiano una funzione di deterrenza, tuttavia è difficile che possano sostituirsi totalmente agli ispettori del lavoro e a un controllo diretto nelle aziende agricole in periodi specifici con operazioni mirate. Come notato dalla Cia agricoltori italiani , per essere realmente efficaci i controlli richiedono un consistente impiego di forze ispettive e di mezzi di locomozione per spostarsi su territori spesso vasti e impervi. L’attività sul campo insomma non può essere sostituita in toto da quella dall’alto. D’altronde avere l’immagine di un gruppo di persone all’opera in un campo di pomodori non sarebbe sufficiente. Le osservazioni dall’alto possono però essere molto utili alla resa dei campi agricoli, in particolare quelle da satellite. Le sentinelle che possono aiutare l’agricoltura sono i satelliti Sentinel del programma europeo di osservazione della Terra Copernicus e quelli della costellazione italiana Cosmo-Skymed, elaborati e distribuiti da una joint venture tra Telespazio (società controllata da Leonardo, la ex Finmeccanica) e l’Agenzia spaziale italiana, la e-Geos. Il sistema messo a punto da Leonardo, grazie alle immagini satellitari e quelle acquisite da aerei e droni, aiuta l’agricoltura monitorando le colture, la loro rotazione, l’impatto ambientale e la sostenibilità ambientale.

   

La tecnologia satellitare permette il monitoraggio del ciclo di crescita delle colture in tutte le sue fasi: dall’aratura alla semina fino al raccolto. Le informazioni raccolte permettono di migliorare la qualità dei prodotti, valutare lo stato fisiologico delle piante e l’insorgenza di malattie per agire solo quando necessario, risparmiando tempo, energia, risorse idriche, fertilizzanti e riducendo emissioni e inquinamento.

 

Massimo Comparini, responsabile della geo informazione di Leonardo/Telespazio e amministratore delegato di e-GEOS, dice che “oggi stiamo uscendo dalla fase sperimentale, le rilevazioni satellitari servono a supporto di aziende agricole che sono in grado di usare le informazioni per applicarle con sistemi produttivi di precisione, come l’uso di sensori in sito nel terreno”, sensori per la gestione dell’irrigazione, di concimi e di fitosanitari.

 

“In questo modo la resa delle coltivazioni può aumentare del 15-20 per cento, mentre l’uso della chimica può ridursi del 15-20 per cento altrettanto. Parliamo anche di un uso più intelligente dell’acqua – dice Comparini – un elemento di grande importanza soprattutto considerando il fenomeno del riscaldamento globale e dei cambiamenti climatici”.

 

Nel 2013 è nato in Francia il programma Earthlab di Telespazio, nel quale satelliti e droni vengono impiegati nella viticoltura di precisione, nel distretto dell’Aquitania terra d’elezione del Bordeaux. E’ stato possibile realizzare mappe per valutare il vigore della vegetazione, con fotocamere multispettrali per capire l’attività fotosintetica di ogni pianta. Oppure fonire “mappe di prescrizione” che servono a gestire l’irrigazione e la chimica nelle arre del vigneto dove sono necessarie, quindi per non procedere a tappeto. “La possibilità di seguire in modo più puntuale quello che accade nel campo serve a mantenere la qualità e aumentare la quantità”, dice Comparini, sommelier per passione. “L’esperimento francese verrà replicato in Italia, in Toscana e in Trentino. Più in generale, l’agricoltura di precisione – che implica l’integrazione di sistemi di osservazione satellitari e tecnologie applicate sul campo – in Italia è limitato all’1,5-1,8 per cento e l’ambizione è di raggiungere il 10 per cento nei prossimi anni: serve portare servizi nelle aziende che non sono più sperimentali e investimenti”. L’investimento in tecnologia è ancora basso, pari ad appena lo 0,7 per cento della produzione (400 milioni l’anno). Secondo Cia, nei settori olivicolo-oleario e vitivinicolo appena il 5 per cento delle imprese ha agganciato le opportunità offerte dalle moderne tecnologie.

 

Il sistema satellitare Cosmo-SkyMed viene anche usato per salvaguardare ambienti come la foresta Amazzonica monitorando il processo di deforestazione e le attività illegali. Con la missione Prisma, sistema di osservazione iperspettrale dell’agenzia spaziale italiana, è possibile valutare il “respiro” dei bacini idrici, osservandone la temperatura e il processo di evaporazione. Con il programma Emegency Copernicus è possibile realizzare on demand delle mappe in tempo reale delle aree colpite da emergenze o alluvioni. “Nel Texas colpito dall’uragano Harvey siamo riusciti a stabilire l’impatto della perdita sulle produzioni di cotone a partire dalla capacità di conoscere lo stadio di coltivazione su una determinata area e la relativa resa potenziale. Un aspetto quest’ultimo interessante anche come informazione a fini assicurativi per gli agricoltori in caso di calamità”, dice Comparini. “L’evoluzione più diretta delle tecnologie per l’osservazione dello spazio è che siano applicate per migliorare la vita sulla Terra”, conclude.

Alberto Brambilla

Alberto Brambilla

Nato a Milano il 27 settembre 1985, ha iniziato a scrivere vent'anni dopo durante gli studi di Scienze politiche. Smettere è impensabile. Una parentesi di libri, arte e politica locale con i primi post online. Poi, la passione per l'economia e gli intrecci - non sempre scontati - con la società, al limite della "freak economy". Prima di diventare praticante al Foglio nell'autunno 2012, dopo una collaborazione durata due anni, ha lavorato con Class Cnbc, Il Riformista, l'Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI) e il settimanale d'inchiesta L'Espresso. Ha vinto il premio giornalistico State Street Institutional Press Awards 2013 come giornalista dell'anno nella categoria "giovani talenti" con un'inchiesta sul Monte dei Paschi di Siena.

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