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La spesa delle famiglie in calo dello 0,9 per cento

Mariarosaria Marchesano

Dopo tre anni di crescita, nel 2018 i consumi sono invariati rispetto al 2017 ma in discesa se si considera l'inflazione. Le associazioni dei commercianti: evitare Iva o manovrine, o ci sarà il crollo

Milano. Nel 2018 la spesa delle famiglie italiane è risultata sostanzialmente invariata a 2.571 euro rispetto al 2017 quando, invece, era aumentata dell'1,6 per cento rispetto al 2016, ed è ancora lontana dai livelli del 2011 (2.640 euro mensili). Il dato, diffuso dall'Istat, ha suscitato reazioni di forte preoccupazione tra le associazioni dei consumatori e dei commercianti perché conferma la situazione di stagnazione in cui si trova il paese nel momento in cui il governo potrebbe essere costretto a una manovra correttiva per fare quadrare i conti pubblici. Se poi si considera la dinamica inflazionistica, in termini reali nel 2018 la spesa dei nuclei risulta diminuita dello 0,9 per cento segnando per la prima volta una contrazione dopo la dinamica positiva registrata dal 2014 al 2017. 

  

Nei primi mesi del 2019 lo scenario non è migliorato, come dimostrano gli ultimi dati sia a livello di fiducia dei consumatori (stabile, tendente al calo) sia i livelli dei consumi, che hanno fatto registrare una decelerazione soprattutto nei beni durevoli. Così, il timore più diffuso è che nel caso in cui fossero attivate le clausole di salvaguardia dell'Iva potrebbe esserci un vero crollo della spesa delle famiglie, che sarebbe solo in minima parte compensato dagli effetti espansivi del reddito di cittadinanza. Come ha di recente stimato il centro studi Prometeia, il sussidio voluto dai 5 stelle impatterà sul pil con una crescita aggiuntiva solo dello 0,2 per cento quest'anno e dello 0,3 per cento il prossimo. Un beneficio minimo, dunque, che secondo le previsioni di Confindustria nemmeno ci sarà, perché il contributo stimato sui consumi sarebbe di fatto annullato dal calo di fiducia determinato dal suo finanziamento in deficit. 

 

Il quadro, dunque, è di immobilismo tendente al peggioramento. "Evitare Iva o manovrine, altrimenti ci sarà il crollo", avverte la Confesercenti, che avverte come, in termini assoluti, le famiglie italiane nel 2018 hanno speso 60 miliardi in meno rispetto al 2018. I consumi sono calati più di quanto fosse atteso e in termini reali questo si traduce in una contrazione pari a un punto percentuale dopo tre anni di crescita. Secondo la Coldiretti, si assiste complessivamente a un taglio della spesa degli italiani pari al 3 per cento nel corso del decennio ma cambia anche la composizione del carrello, con la spesa per l'ortofrutta che sorpassa quella per la carne. 

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