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E ho trovato l’invasor

Lactalis non porta via il Parmigiano: fa un investimento, non la guerra

31 Maggio 2019 alle 06:03

E ho trovato l’invasor

foto LaPresse

Alla fine il Cln dei formaggi non è riuscito a bloccare l’invasore francese: Lactalis ha acquisito Nuova Castelli, l’azienda emiliana produttrice di Parmigiano reggiano. La chiamata alle armi era stata lanciata dalla Coldiretti: “Occorre fermare la svendita del Parmigiano reggiano ai francesi”, aveva tuonato il presidente Ettore Prandini. E subito dopo il comunicato, come al solito, si erano arruolati tutti i principali quotidiani nazionali. E appresso è arrivato il ministro sovranista dell’Agricoltura Gian Marco Centinaio, pronto a respingere i galli a Ventimiglia: “Faremo di tutto per tutelare l’agroalimentare italiano dall’assalto delle multinazionali straniere. Il Parmigiano va difeso senza se e senza ma”.

 

Per stroncare l’offensiva francese e vincere la guerra di liberazione parmigiana, il Cln dei formaggi stava pensando di costruire un’arma-meraviglia: una cordata patriottica guidata dalla Cassa depositi e prestiti per salvare le strategiche forme di Parmigiano con il risparmio postale. Per fortuna questa imbarazzante proposta non ha preso corpo, anche perché tutte le paure verso lo “straniero” sono prive di fondamento. In primo luogo la Nuova Castelli era già di proprietà estera, di un fondo inglese. Lactalis, che è un operatore industriale e non finanziario, ha i capitali per risollevare una società in difficoltà e la forza commerciale per trainare tutto il settore soprattutto sui mercati internazionali. La produzione non può essere spostata in Francia, perché parliamo di una Dop, e una delocalizzazione farebbe perdere automaticamente il marchio “Parmigiano Reggiano” (e cioè il valore dell’investimento). Lactalis non può far ribassare il prezzo del latte, perché la produzione del Parmigiano è regolata da quote. Né la multinazionale francese avrebbe il potere di modificare il disciplinare perché, per quanto importante con le sue 100 mila forme, la Nuova Castelli rappresenta circa il 3 per cento della produzione complessiva. Non c’è alcuna possibilità che Lactalis “divori” il Parmigiano. Per ora ci ha messo i soldi. E i veri patrioti dovrebbero gioire quando il proprio paese è invaso da investimenti, non sono mica carri armati.

Redazione

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Commenti all'articolo

  • Carletto48

    31 Maggio 2019 - 10:10

    Strani questi investimenti stranieri. Comprano i nostri migliori marchi che hanno creato il brand made in italy nel mondo, tranquillizzano i dipendenti sulla continuità del rapporto di lavoro e poi, a bocce fredde, iniziano un piano di sfoltimento del personale, pagano tasse da qualche altra parte che non sia l'Italia ed i profitti se li portano tutti a casa loro. E tutti noi perdiamo. Domanda: e se ci fosse stata in vigore la flat tax per tutte le imprese italiane?

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    • l.lodi

      04 Giugno 2019 - 10:10

      Guardi che hanno acquistato la società, mica solo il marchio.

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