Il rating e la luna

Redazione

Deficit e debito: l’Italia così non regge (a prescindere dal giudizio di S&P)

Forse per qualche giorno, uno o massimo due, si parlerà anche di questioni legate all’economia e non di beghe elettoralistiche interne alla maggioranza. È il giudizio delle agenzie di rating che l’impone. Ma a ben guardare il problema non è l’outlook, negativo o stabile, e neppure il downgrade o meno di un gradino, ché tanto siamo comunque vicini al livello spazzatura. È forse strano doverlo ricordare proprio a quelle forze politiche che hanno sempre contestato il ruolo e i giudizi delle agenzie di rating, ma ci sono problemi di fondo, strutturali, che vanno al di là del voto di Standard & Poor’s e che si sono sedimentati nelle aspettative di istituzioni, analisti e investitori internazionali.

 

L’Italia è considerato il malato d’Europa, addirittura una fonte di possibile contagio (anche se tutti gli altri paesi, a differenza del 2011, sembrano avere difese immunitarie più robuste). “L’Italia è un incidente che aspetta di accadere”, titolava qualche giorno fa Bloomberg, riprendendo i dati dell’economia e le sensazioni degli investitori. La fibrillazione sullo spread e una nuova crisi non sono questione di “se”, ma di “quando”. Tanto che nelle università americane, e in particolare nelle law school, si effettuano già studi e simulazioni sulla ristrutturazione del debito pubblico italiano. Che sta a significare “default” o, detto in lingua sovrana, “bancarotta”. Non sono semplici esercizi di stile, anche perché le stime delle istituzioni internazionali indicano una finanza pubblica che non è affatto sotto controllo. Secondo le proiezioni del Fondo monetario internazionale il debito pubblico italiano non scende e neppure si stabilizza, ma è in costante crescita e con questo trend raggiungerà il 139 per cento del pil. Secondo la Banca d’Italia, l’ha detto in audizione, se non scatteranno le clausole sull’Iva il prossimo anno il deficit salirà al 3,4 per cento e resterà oltre il 3 fino al 2022. Il paese non può reggere il peso di questi numeri (e di questo indebitamento costante). A prescindere dalle agenzie di rating.

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