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Scontro in Vivendi, Bollorè vuole prendersi il gruppo

Secondo il Financial Times, un gruppo di investitori ha chiesto agli azionisti di votare contro il programma di riacquisto di azioni che farebbe salire nel capitale il finanziere bretone

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15 Aprile 2019 alle 13:20

Scontro in Vivendi, Bollorè vuole scalare il gruppo francese dei media Umg

Vincent Bolloré (foto LaPresse)

Milano. Grandi manovre in corso nel gruppo francese Vivendi, azionista di controllo di Telecom Italia con il fondo americano Elliot. Il colosso dei media ha registrato nel primo trimestre 2019 un fatturato in crescita di oltre il 10 per cento a 3,46 miliardi di euro grazie soprattutto al buon andamento di Universal Music Group (Umg), la prima major del mercato musicale, e al consolidamento di Editis avvenuto da poco. Intanto, gli azionisti di Vivendi sono chiamati oggi a votare su un massiccio piano di riacquisto di azioni (buy back) che finirà con il favorire l'ascesa del finanziere Vincent Bolloré nella conglomerata dei media. Una mossa che non lascerà indifferenti gli altri soci. Secondo quanto scrive il Financial Times, alcuni investitori hanno invitato gli azionisti a votare contro la proposta, anticipata lo scorso febbraio insieme con i risultati 2018, che autorizza una riduzione del 25 per cento del capitale azionario della società. La holding della famiglia Bolloré detiene già il 28,51 per cento dei diritti di voto del gruppo dei media, che vede in peggioramento le attività di Canal+ che, dopo il calo del 2018, hanno continuato a scendere ancroa del 3,6 per cento nel primo trimestre 2019. 

 

Dunque, a trainare l'aumento dei ricavi sono soprattutto le attività di Umg, il che rappresenta una buona notizia in vista dell'apertura del capitale del gruppo, come precisa un comunicato della società d'Oltralpe, che ricorda quanto già annunciato in precedenza. Nei mesi scorsi, infatti, Vivendi ha raggiunto un accordo con il management di Umg, per vendere fino al 50 per cento del capitale a uno o più partner che  possono accelerarne lo sviluppo e aumentarne il valore. "Il processo di selezione delle potenziali banche partner e dei consulenti dovrebbe essere completato a breve, Pwc è stata incaricata di condurre la due diligence del venditore che dovrebbe essere completata nelle prossime  settimane", precisa il gruppo.

 

Intanto però s'infiamma la polemica per la mossa di Bolloré sul piano di buy back, che secondo alcune fonti citate dal Financial Times, sarebbe un modo per assumere il controllo di Vivendi senza lanciare un'offerta pubblica di acquisto. Ridurre il numero delle azioni in circolazione attraverso un buy back, infatti, si tradurrebbe automaticamente in un superamento della soglia del 30 per cento dei diritti di voto da parte del finanziere bretone, soglia che dovrebbe far scattare l'opa. "La tattica del gruppo Bolloré è sempre quella di tentare di prendere il controllo senza pagarne il prezzo", ha affermato Loic Dessaint, amministratore delegato di Proxinvest, la società che gestisce le deleghe di voto per gli investitori. "Vivendi e il Gruppo Bolloré si preoccupano sempre di agire nell'interesse di tutti gli azionisti. È sicuramente utile per Vivendi avere un azionista di riferimento stabile che abbia una visione a lungo termine sullo sviluppo dell'azienda", ha replicato il gruppo. 

Mariarosaria Marchesano

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