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Il colossale imbroglio di dare soldi agli anziani per i giovani

Campanello d’allarme sulle pensioni. La "staffetta generazionale" non funzionerà e lo dimostra il patto dello stesso governo con le partecipate 

11 Ottobre 2018 alle 20:57

Il colossale imbroglio di dare soldi agli anziani per i giovani

Foto LaPresse

Roma. Nel mondo gialloverde alle elezioni si potrà votare per l’Inps o per la Banca d’Italia. O meglio, queste istituzioni non potranno parlare se prima non si saranno candidate. “Da italiano invito il dottor Boeri, che anche oggi difende la sua amata legge Fornero, a dimettersi dalla presidenza dell’Inps e a presentarsi alle prossime elezioni chiedendo il voto per mandare la gente in pensione a 80 anni” ha detto via Facebook il vicepremier Matteo Salvini dopo l’audizione di Tito Boeri. E un paio di giorni prima era stato l’altro vicepremier a fare considerazioni simili dopo che in audizione il vice direttore generale della Banca d’Italia Signorini aveva bocciato le previsioni macroeconomiche del Def. “Se Bankitalia vuole un governo che non tocca la Fornero, la prossima si volta si presenti alle elezioni con questo programma. Indietro non si torna!”, aveva twittato Luigi Di Maio. Non si capisce perché il Parlamento faccia le audizioni se gli invitati a parlare vengono invitati a dimettersi se esprimono la loro opinione. Pare che il senso di questa pratica parlamentare non sia più quello di ascoltare le opinioni altrui ma di valutarle. E se lo scopo è diventato quello di misurare il grado di conformità e compatibilità delle opinioni rispetto alla linea politica governo, allora vuol dire che non si tratta di audizioni ma di deposizioni.

  

Il presidente dell’Inps non ha proposto di “mandare la gente in pensione a 80 anni”, come afferma Salvini, bensì ha semplicemente suonato un campanello d’allarme “riguardo alla scelta di incoraggiare più di 400 mila pensionamenti aggiuntivi proprio mentre si avviano al pensionamento le generazioni dei baby boomers e il numero di contribuenti tende ad assottigliarsi”. Il costo della “quota 100” è notevole: “Porta a un incremento dell’ordine di 100 miliardi del debito pensionistico destinato a gravare sulle generazioni future e, già nel 2021 a un incremento ulteriore di circa un punto di pil della spesa pensionistica”, ha detto Boeri. Una grande trasfusione di sangue dalle anemiche e debilitate giovani generazioni verso quelle più anziane, che sono invece uscite più in salute dalla crisi.

  

Ma oltre al danno c’è la beffa: l’ipocrisia del governo è nel dire che questo grande trasferimento di risorse dai giovani ai più anziani viene fatto nell’interesse ... dei giovani! C’è scritto infatti nella NaDef che le “modalità di pensionamento anticipato” servono “per incentivare l’assunzione di lavoratori giovani”. E nel documento di economia e finanza l’ipocrisia si trasforma in illogicità quando, in un altro passaggio, il governo afferma che la riforma Fornero “ha migliorato in modo significativo la sostenibilità del sistema pensionistico nel medio-lungo periodo, garantendo una maggiore equità tra le generazioni”. Pertanto i giovani sarebbero avvantaggiati sia dall’aumento sia dalla riduzione dell’età pensionistica. Qualcosa non torna.

  

Come non regge la posizione sulla cosiddetta “staffetta generazionale”: Salvini e il ministro Tria dicono che per ogni nuovo pensionato le aziende assumeranno più di un giovane. Boeri, che da economista ha studiato a lungo questo aspetto del mercato del lavoro, è molto scettico e fa notare che resta comunque una misura molto onerosa perché “è’ un’operazione che fa aumentare la spesa pensionistica mentre riduce in modo consistente i contributi previdenziali anche nel caso in cui ci fosse davvero, come auspicato dal governo, una sostituzione uno a uno tra chi esce e chi entra”. Per pagare una nuova pensione con “quota 100” non bastano i contributi di un nuovo assunto, ma servono i contributi di cinque giovani lavoratori. E che la sostituzione non sia “uno a uno” lo ammette indirettamente anche l’esecutivo: dopo un incontro con le aziende di stato, Di Maio ha affermato che le partecipate si sono impegnate ad assumere un giovane per ogni pensionamento. Il fatto che ci sia stato bisogno di un “patto” con le aziende di stato per avere una sostituzione “uno a uno” è la più evidente dimostrazione che il mercato del lavoro non funziona così.

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Commenti all'articolo

  • lorenzo tocco

    lorenzo tocco

    12 Ottobre 2018 - 11:11

    Boeri si è sempre distinto per le sue cifre e posizioni strampalate, smentite dai fatti, come ad esempio quando disse che gli immigrati avrebbero pagato le nostre pensioni, cosa assurda. Ma ora prendiamo per buona la cifra dei 100 miliardi in più per la quota 100. Ma in quanti anni? Non è dato sapere. Perché è diverso se si parla di 5, 10 o 15. Supponiamo che si parli di 10 anni: allora la copertura si può trovare abolendo gli inutili 80 euro, che per l'appunto costano 10 miliardi l'anno. E magari la sostituzione dei pensionandi non sarà proprio di 1 a 1, ma almeno qualcosa si muoverà per il lavoro giovanile. Per ultimo mi chiedo se in questi conti si tiene presente che col contributivo andare in pensione con quota 100 dà diritto ad un assegno inferiore, per cui data l'aspettativa di vita si prendono meno soldi per più tempo rispetto alla quota di vecchiaia, che garantisce più soldi per meno tempo. Sarebbe interessante sapere cosa è più conveniente per lo stato e cosa per i lavoratori

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  • CohleandHart

    12 Ottobre 2018 - 10:10

    la lega é anche peggio. ma il foglio riesce a capire per quale ragione la lega é ossessionata dalle pensioni? anche maroni non fece cadere il governo di silvione per divergenze a riguardo? é puro inseguimento del consenso tra la più ampia fetta di votanti? si tolga il suffragio ai pensionati.

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  • guido.valota

    12 Ottobre 2018 - 10:10

    Non è un imbroglio. È la SEGA Scuola Economica Grillini e Assimilati. Il leader honoris causa e teorico universale è il ministro del lavoro: mai lavorato, sempre a sbafo del bancomat dei genitori (staffetta generazionale all'italiana), trasferisce ora la sua solida conoscenza della materia al vasto pubblico M5$ dei cultori del genere tramite reddito di divananza. Il precedente più illustre del sistema economico SEGA si ricorda guardacaso nella Lega ad opera di tale Bossi Trota.

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  • giantrombetta

    12 Ottobre 2018 - 09:09

    Solo per esprimere gratitudine a chi tenacemente si prova a raccontare la verità in una sciagurata stagione governata da ciarlatani. Al bravo Capone mi permetto solo di ricordare che da tempo il professor Michele Boldrin, economista di riconosciuta caratura internazionale, sostiene come fondamentale la battaglia per combattere l’ignoranza popolare, madre dei cosiddetti governi populisti e sovranisti. Battaglia che in pochi sui media purtroppo vogliono o sanno combattere. Sia reso merito al Foglio.

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