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L'abiura del diesel migliora la qualità dell'aria?

Dalla Germania alla Pianura Padana, molte città europee hanno adottato misure per vietare la circolazione di auto a gasolio. Altre si preparano a farlo. Abbiamo chiesto a Massimo Ciuffini e Pier Luigi del Viscovo se il blocco della circolazione alle automobili a gasolio sarà un provvedimento efficace per abbattere l'inquinamento 

10 Ottobre 2018 alle 12:16

L'abiura del diesel migliora la qualità dell'aria?

A Milano Il divieto è entrato in vigore anche per i diesel Euro 4 senza Fap nell'area C. Foto LaPresse

Il blocco permette, in situazioni di grave rischio per la salute dei cittadini, di ridurre la concentrazione di alcuni inquinanti. Nel medio termine, poi, accelera lo svecchiamento del parco auto. Dunque sì, il provvedimento è efficace. Il punto però è se lo è abbastanza – e alcune evidenze ci dicono che non lo è – o se non vi siano altre soluzioni da affiancare a questa. Sul primo punto, chiariamo subito che i trasporti non sono l’unica fonte d’inquinamento. Ad oggi, molti segnali indicano che sarebbe necessario ridurre anche le emissioni del settore residenziale, derivate dalla combustione di biomasse, o dall’uso dei fertilizzanti e dalle deiezioni animali del settore agricolo. Fino a quando non si investirà con decisione per fare delle analisi di speciazione sito-specifiche, cioè analisi chimico fisiche delle polveri raccolte dalle centraline, non sarà possibile adottare misure più selettive. Ma restando ai trasporti, potrebbero essere adottati provvedimenti ancora più incisivi? Senza dubbio sì. Serve una politica dei trasporti che punti a una radicale trasformazione del nostro modello di accessibilità/mobilità. Lo si dice da decenni ma nelle città italiane il trasporto stradale privato è tutt’ora dominante. Non è un caso dunque se gli impatti della mobilità si addensino in città, dove tra l’altro vive la maggioranza dei cittadini esposti. Eppure quando si parla di investimenti strategici dedicati alla mobilità, la priorità è sempre data ai traffici di lunga percorrenza o internazionali. Anche di fronte ad emergenze sanitarie così dirompenti, di fronte all’immobilità urbana in cui siamo invischiati, dovremmo concentrare tutti gli sforzi e gli investimenti a ferrovie suburbane, a metropolitane, a linee tramviarie, a piste ciclabili, alla mobilità condivsa. Per non parlare di questa “piccola grande opera” che consiste nel riconfigurare lo spazio stradale in città per dare meno spazio alle auto e più alle altre modalità. Anzi, si sono tagliati i fondi al trasporto pubblico, in una suicida ricerca dell’efficienza dovuta alla riduzione dei costi piuttosto che all’aumento dei passeggeri. Tutto questo è anacronistico. La rivoluzione digitale è qui, offre possibilità inimmaginabili, si pensi per esempio ai nuovi servizi di sharing (e siamo solo all’inizio). Ma soprattutto c’è una trasformazione dei comportamenti e della percezione dei cittadini che desiderano muoversi altrimenti. Si tratta di progettare e costruire questa nuova opportunità.

  

Massimo Ciuffini, Fondazione per lo sviluppo sostenibile

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  • poddypoddy

    poddypoddy

    14 Ottobre 2018 - 11:11

    Nel mondo il 60% dell'elettricita' e prodotto con il CARBONE. Nessuno ha ancora scritto quanto dura fisicamente una batteria e quanto costa sostituirla. Il litio che sta alla base della batteria e' raro,i maggiori produttori sono la Cina,il Cile e la Bolivia. Costa molto estrarlo.Dove rottamiamo tutte le auto eliminate? I motori diesel che girano piu' lenti,durano il doppio dei benzina e consumano molto meno. E' possibile,con modica spesa,modificare gli scarichi del diesel in modo che i gas nocivi si riducano a quasi zero. Li fa la BOSCH. In Germania per modificare il tubo di scappamento,daranno un contributo sino a 10.000 Euro. In Svizzera e Germania,paesi piu' richi di noi,hanno un parco auto per il 50% costituito da diesel.I Cinesi,ricchi di litio,spingono per l'auto elettrica.A Milano,quasi tutti i taxi sono ibridi. La Toyota li ha venduti ai tassisti ad un prezzo di favore.marketing,pubblicita' E tutti i bus,a Milano,sono diesel.Paghiamo anche quelli?Paga lo Stato?Cioe' NOI?

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  • Giovanni

    10 Ottobre 2018 - 18:06

    I veicoli con motore diesel hanno una coppia molto più forte delle auto a benzina e delle ibride. Avevo una roulotte che trainavo con un auto a benzina. Una volta mi trovai a dover affrontare una strada in salita a forte pendenza e tutta curve. La mia auto penava e ad un certo punto si fermò e non riuscii più a schiodarla. Mi venne in aiuto un furgone diesel che aveva fortunatamente il gancio di traino, sganciai la mia auto e attaccammo la roulotte al furgone che fra l'altro aveva un motore di cilindrata inferiore alla mia auto. Il furgone partì immediatamente e arrivò in cima in un batter d'occhio: la coppia del motore diesel aveva vinto sulla misera coppia del mio pur potente motore a benzina. Se fossero aboliti i motori diesel come farebbero i pluriarticolati che pesano tonnellate? A me sembra una follia a meno che non venga fuori una nuova tecnologia più adeguata rispetto all'ibrido.

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  • marco.ullasci@gmail.com

    marco.ullasci

    10 Ottobre 2018 - 16:04

    L'inquinamento per produrre le nuove auto e per smaltire le vecchie e' messo nel conto? Specie se uno non ci fa 30.000 chilometri all'anno e' dura andare in pareggio prima che arrivi un'estensione del blocco che colpisca anche la nuova auto.

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    • mmant27

      10 Ottobre 2018 - 19:07

      Non mi parrebbe corretto inserire quelle voci, eventualmente solo l’effetto dovuto all’anticipo delle scelte di sostituzione

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