L'export italiano festeggia un anno di Ceta

Redazione

Il ministro Centinaio conferma di voler ridiscutere l'accordo commerciale. Gli agricoltori: "Gli allarmismi lanciati nei mesi scorsi sono ingiustificati e azzardati"

Alla vigilia del primo anniversario dell'entrata in vigore dell'accordo di libero scambio tra Unione europea e Canada, la Commissione europea ha pubblicato i dati provvisori sulle esportazioni. Le stime per l'Italia sono buone e certificano un aumento del 7,4 per cento nel settore agricolo. Sulla base delle ultime statistiche disponibili relative al periodo ottobre 2017 - giugno 2018, l'Italia ha esportato in Canada il 29 per cento in più di frutta e frutta secca, il 34 per cento in più di cioccolato e l’11 per cento in più di vini frizzanti. I numeri "indicano con assoluta chiarezza che per il primario nazionale i risultati sono positivi e che gli allarmismi lanciati nei mesi scorsi sono ingiustificati e azzardati", commenta con una nota il coordinamento di Agrinsieme, che riunisce Cia-Agricoltori Italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari.

  

Il contratto di governo inizialmente concordato da Lega e M5s prevedeva di non ratificare l'accordo in Parlamento, ma il ministro dell'Agricoltura, Gian Marco Centinaio, negli ultimi mesi ha ammorbidito la sua posizione. "Confermo la volontà di ridiscutere il Ceta – ha confermato anche oggi, dopo la pubblicazione dei dati – Aspetteremo un anno e vedremo quali sono i risultati dell'accordo che in questo momento vige a livello provvisorio. Se i nostri produttori ci diranno che è stata una annata produttiva vedremo se votare a favore". 

   

"Accogliamo con favore le dichiarazioni del ministro", afferma il coordinatore di Agrinsieme, Franco Verrascina. “Il Ceta non è ovviamente privo di aspetti critici, sui quali occorre continuare a lavorare”, aggiunge, ricordando che “per la ratifica non ci sono tuttavia scadenze e tempistiche precise e che quindi l'applicazione provvisoria può continuare a lungo”. Nel frattempo, la Commissione europea sta continuando a lavorare su "particolari questioni d’interesse" dell’accordo, sottolinea Verrascina, di cui si discuterà il 26 settembre a Montreal. “Quello che va migliorato – spiega il coordinamento degli agricoltori – è il sistema canadese di gestione delle importazioni di formaggi e andrebbe inoltre allungata la lista delle indicazioni geografiche". Al netto degli aspetti su cui si può ancora lavorare, gli agricoltori non hanno dubbi: "Per il made in Italy agroalimentare si sono aperti nuovi spazi di affermazione, tanto più importanti nel quadro delle tensioni commerciali in atto”.

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