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Apre il primo Starbucks in Italia

Quella di Milano, in piazza Cordusio, sarà la caffetteria più grande d'Europa. L'inaugurazione il 6 settembre

3 Settembre 2018 alle 15:42

Mancano tre giorni all'apertura del primo Starbucks in Italia: quella di Milano, in piazza Cordusio, sarà la caffetteria più grande d'Europa. La grande festa di inaugurazione si terrà giovedì 6. Le insegne del colosso – che ha globalizzato il caffè e una serie di iconici prodotti collegati, proponendoli in un format di consumo replicabile in ogni angolo del mondo – sono state posizionate sull'ex palazzo delle Poste, si riesce a intravedere anche il dehors esterno con tavoli e sedie "verde Stabucks", che spuntano tra le piante decorative. Gli operai stanno lavorando per installare i maxi schermi dove la sera dell'inaugurazione scorrerà un "film" in tre capitoli: un racconto del rapporto tra Milano e Howard Schultz, l'imprenditore che ha trasformato la catena americana in un impero e che, narra la leggenda, proprio entrando in un bar della città trovò l’ispirazione.

    

Eppure l'era di Schultz in Starbucks è agli sgoccioli: "È arrivato il momento di pensare a una serie di cose per me stesso, dalla filantropia al servizio verso la comunità, ma la strada per capire quale sarà il mio futuro è ancora lunga", ha scritto l'imprenditore in un comunicato del giugno scorso. Per molti osservatori, Mr Starbucks si prepara a entrare in politica con i democratici nelle prossime elezioni presidenziali americane, il 3 novembre 2020, per sfidare Donald Trump. Già nel 2016 sostenne Hillary Clinton durante la campagna elettorale. Come scrivevamo su queste colonne, Starbucks ambisce anche al ruolo di leader morale e avanguardia della correttezza politica, come dimostrano gli ingenti investimenti sulla responsabilità sociale e l’insistenza sulla creazione di un clima antirazzista, antidiscriminatorio, antioppressivo e così via. Il 29 maggio tutti i punti vendita in America sono rimasti chiusi per permettere ai 175 mila dipendenti di seguire una sessione di rieducazione razziale dopo un episodio capitato a Philadelphia.

      

La cartina al tornasole di Starbucks

Le caffetterie globali nell’Italia “a espresso” sono un test di libertà

  

Dal 26 giugno Schultz ha lasciato gli incarichi di presidente esecutivo e membro del consiglio di amministrazione, rimanendo presidente onorario. Poco più di un anno fa aveva ceduto a Kevin Johnson la carica di ad. La sua ultima mossa è stata proprio la sfida dell'ingresso nel mercato italiano, con la supervisione dell'apertura della Reserve Roastery a Milano: una specie di torrefazione, più grande e arredato in modo più elegante del solito, nel quale verrà prodotto il caffè in modo che i clienti possano vedere le varie fasi della lavorazione. "L’Italia non ha certo bisogno di un altro bar e non sono io a dire 'veniamo a insegnare'", ha spiegato Schultz a Vogue. "Il mio obiettivo è piuttosto proporre un’esperienza complementare a ciò che già esiste: un Teatro del Caffè, si potrebbe dire, per raccontare la nostra interpretazione di un rito. Come nelle altre Roastery, ci saranno allora ben visibili i macchinari per la tostatura, una vasta selezione dei nostri caffè Reserve, ampie aree di relax, la panetteria, curata da Rocco Princi. Sulla balconata ci sarà anche una vasta zona aperitivi, molto panoramica. Ma sarà anche un luogo da visitare. Semplicemente".

   

Starbucks

È la polemica più up-to-date del momento. Palme sì o palme no? Omologazione o torrefazione? Non esiste una sola risposta, ma non è una buona ragione per non tranciare giudizi un tanto al chilo.

 

Proprio nel capoluogo lombardo, negli anni della “Milano da bere”, un giovane Howard Schultz, allora direttore marketing di Starbucks – che all’epoca contava solo una decina di negozi – avrebbe avuto l'idea di trasformare le caffetterie americane in qualcosa di più intimo e accogliente, un posto caldo dove chiacchierare del più e del meno. Un bar all'italiana, insomma. Nell’agosto 1987 rilevò la quota di maggioranza dai tre fondatori – Jerry Baldwin, Zev Siegl, insegnanti di inglese e l’aspirante scrittore Gordon Bowker, appassionati di libri e caffè, tanto da trarre il nome da Starbuck da quello del primo ufficiale di coperta della baleniera Pequod in Moby Dick. Starbucks oggi ha 350mila dipendenti totali e sotto la guida di Schultz la catena è passata da 11 punti vendita a oltre 28mila, in 77 diversi paesi. E il titolo Starbucks ha guadagnato il 21.000 per cento dall'Ipo dell'azienda nel 1992.

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