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Ecco i simboli dell'America che rischiano di essere vittime della guerra dei dazi

L'Ue prepara la rappresaglia contro Trump. Alcuni capisaldi dell’American Way of Life a tavola sono stati espressamente indicati come “i primi della lista” dal commissario europeo per il Commercio

9 Marzo 2018 alle 17:27

In particolare il Bourbon: “la lista sarà resa pubblica il prima possibile in modo da potervi regolare sulle vostre bevute di whisky”. Negli Usa come in Irlanda si dovrebbe in effetti dire whiskey. Il Bourbon Whiskey si differenzia in particolare da Irish Whiskey, Scotch Whisky e Canadian Whisky perché non è a base di orzo, ma di mais. Bourbon è una contea del Kentucky, e la tradizione ne attribuisce l’invenzione a un pastore battista di nome Elijah Craig, che vi aveva aperto una distilleria nel 1789.

  

Probabilmente, però, Craig fu solo il primo ad avere l’idea di far invecchiare il Bourbon Whiskey in quelle botti di rovere carbonizzato che gli danno il caratteristico colore rossastro e l’altrettanto caratteristico sapore. “Se in paradiso non posso bere bourbon e fumare sigari, non ci voglio andare”, diceva Mark Twain. Oltre che con ghiaccio, “on the rocks”, il Bourbon è anche molto usato nel famoso cocktail Manhattan. In una bevanda che prende il nome dal più antico quartiere della multietnica New York, la miscela tra whiskey e vermouth con una goccia di angostura è un simbolico incontro tra tradizione Usa e emigrazione italiana, più uno spruzzo di America Latina.

  

Nella cucina del Sud degli Stati Uniti ci sono poi il pollo al Bourbon e il salmone con glassa al Bourbon. Simbologia a parte, la sanzione al Bourbon sarebbe anche un modo per punire l’elettorato di Mitch McConnell: leader della maggioranza al Senato ed eletto appunto nel Kentucky.

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Commenti all'articolo

  • branzanti

    09 Marzo 2018 - 19:07

    Non e' ancora chiaro se nei nostri confronti (Italia e/o Europa) saranno applicati dazi, ma se, dopo settant'anni di amicizia e fedelta' venissimo considerati nemici, ce ne faremo una ragione, a maggior ragione alla luce dell'atteggiamento da bullo arrogante che impregna questa vicenda. La risposta politica la daranno i governi e credo sia indispensabile che la UÈ raggiunga rapidamente un'intesa di libero scambio con il nuovo accordo ad undici nell'area Pacifico. Anche noi cittadini potremmo elaborare alcune risposte, ad esempio quando acquistiamo prodotti come carburante, software, elettronica o altro (perché acquistarli da un paese che ci ritiene nemici) o quando organizziamo le vacanze (perche' visitare un paese che ci ritiene nemici e dove rischiamo pure che ci sparino). Comunque vediamo gli sviluppi (senza eccessi di aspettative).

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