Perché ci confermiamo un popolo di tassatori (anche virtuali)

Il fisco non può affrontare l’economia digitale costruendole recinti attorno. L’attualità della lezione di Einaudi

Perché ci confermiamo un popolo di tassatori (anche virtuali)

Roberto Benigni e Massimo Troisi in una scena di Non ci resta che piangere (foto LaPresse)

Alle grandi virtù nazionali, di mussolianana memoria, scolpite sul frontespizio del Palazzo della Civiltà Italiana all’Eur, si dovrebbe aggiungere che siamo anche un popolo di gabellieri. Primi tra i quattro paesi che soltanto a settembre sollecitavano un’azione dell’Unione europea, stiamo per entrare a passo di corsa, anche se con direzione incerta, nell’inesplorato mondo dell’imposta digitale: l’emendamento alla legge di Bilancio che introduce la digital tax – dopo aver subìto nei giorni scorsi un rimaneggiamento non marginale – è stato approvato...

Accedi per continuare a leggere

Se hai un abbonamento, ACCEDI.

Altrimenti, scopri l'abbonamento su misura per te tra le nostre soluzioni.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi