Contro la sindrome della sconfitta, il Parco della Scienza lancia il modello Milano

Un’area verde al posto della strada principale, canali d’acqua, auto elettriche automatiche. Il progetto del Parco della Scienza, del Sapere e dell’Innovazione 

 

Contro la sindrome della sconfitta, il Parco della Scienza lancia il modello Milano

La presentazione del Parco della Scienza a Milano. Foto LaPresse/Mourad Balti Touati

Milano. Un ringraziamento a chi ci ha creduto, contro i latori del disfattismo, è stata la chiosa dell’Amministratore delegato di Arexpo, Giuseppe Bonomi, mentre il ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina ha esortato tutti a “uscire dalla sindrome della sconfitta” dopo l’assegnazione ad Amsterdam della sede dell’Agenzia europea per i medicinali (Ema). 

  

Parole di entusiasmo e proiezioni futuristiche hanno illustrato stamattina a Milano il masterplan del Parco della Scienza, del Sapere e dell’Innovazione. E' il complesso che sostituisce e reinterpreta l’Expo 2015, assediato solo due anni fa da centinaia di migliaia di turisti e di cittadini chiamati ad assistere alla “celebrazione” del cibo e dell’alimentazione.

  

A febbraio inizia la fase due del progetto, che dopo la mega gara messa in piedi da Arexpo, proprietaria dell’area, passerà alla progettazione esecutiva e infine all’avvio dei lavori. Alla chiamata hanno risposto due mega schieramenti. I vincitori, proclamati il nove novembre scorso, sono gli australiani di Lendlease, già coinvolti nel progetto di Santa Giulia (Risanamento). Compagni di cordata sono l’architetto torinese Carlo Ratti (che lavora al MIT di Boston), i milanesi Land Italia e Sistematyca Srl, i veronesi Icom Ingegneria. L’altro gruppo era guidato dalla francese Stam Europe, insieme alla grande banca australiana Macquarie. Si è invece ritirato tempo addietro l’unico italiano, l’imprenditore Manfredi Catella con la sua Coima, già noto per il progetto di Porta Nuova. Un general contractor straniero, dunque, che si appoggia a “maestranze” tutte italiane. Il distretto economico-scientifico macinerà 2,5 miliardi di euro di ricavi, portando nell’area 50 aziende, di cui i primi nomi noti sono Abb, Altagamma, Novartis e Bayer.

  

Secondo Bonomi rappresenta già un grande traguardo avere messo in piedi e poi portato a termine una gara iper selettiva con 144 criteri di valutazione, 16 allegati tecnici, serratissime scadenze temporali. Un declamato “modello Milano” in cui la Pubblica amministrazione ha mantenuto le sue promesse e vuole portare a buon fine per tutti i sei anni della durata dei lavori la collaborazione con i soggetti privati che realizzeranno l’area. Perché di rigenerazione urbana si tratta, e solo se il Parco della Scienza sarà un organismo ben funzionante allora potrà attrarre, come da previsioni, 30 mila persone, di cui 6.700 reclutate per i quattro anni dei lavori di realizzazione, 1.500 addetti per il tecnopolo e, negli anni successivi al 2024, 3 mila nuovi lavoratori. Per far decollare il progetto, Lendlease ha offerto alla società proprietaria, Arexpo, 671 milioni (ai valori attualizzati) per una lunghissima concessione di 99 anni, dunque quasi il 30 per cento in più rispetto al rivale. Il costo per la stesura del masterplan è invece di un milione.

  

L’approccio non speculativo ma “di lungo termine” ha orientato la scelta verso Lendlease. Tradotto semplicemente, il progetto firmato dall’architetto Carlo Ratti ha trasformato il vecchio decumano di Expo nell’esteso parco da 440 mila metri quadri, concentrando in un blocco unico il verde e dandogli il senso di un collegamento longitudinale per tutto il complesso. A vantaggio degli australiani va anche aver intuito che le funzioni pubbliche devono essere inserite al piano terra degli edifici, mescolandosi virtuosamente con tutti gli spazi privati – e non è una sfida da poco armonizzare lo Human Technopole, l’ospedale Galeazzi e le facoltà scientifiche dell’Università Statale con uffici, residenze e negozi. Tra l’altro Lendlease, gruppo quotato dall’azionariato diffuso, sta portando avanti il post Olimpiadi di Londra e in Italia svariati progetti di edilizia sanitaria e immobiliare in senso lato, mentre nel resto del mondo si dedica a piani di riqualificazione attraverso veicoli finanziati da grandi investitori.

  

Un progetto che ha messo d’accordo, almeno finora, la Regione Lombardia di Roberto Maroni e il ministero delle Politiche Agricole, condizione fondamentale per portare a termine il complesso per il quale lo Stato spenderà non poco: l’Università costerà circa 400 milioni, l’Ospedale 25. Ma se il risultato dovesse corrispondere anche alla metà delle aspettative, ci prepariamo a un quartiere futuribile sotto diversi punti di vista: automobili che spostano le persone senza guidatori, canali sull’acqua modello Amsterdam, spazi comuni dove ricercatori, imprenditori e studenti si incontrano e discutono.

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