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Perché la vittoria di Merkel può facilitare la creazione di "campioni europei"

Le elezioni che cambiano la fisionomia della corporate Ue

23 Settembre 2017 alle 06:00

Perché la vittoria di Merkel può facilitare la creazione di "campioni europei"

Angela Merkel (foto LaPresse)

Roma. E’ notevole la differenza che può produrre un esito elettorale o un altro. A marzo l’amministratore delegato di Enel, Francesco Starace, aveva detto di vedere opportunità di fusioni e acquisizioni in Europa dopo le elezioni francesi e tedesche. La cancelliera tedesca Angela Merkel è data vincente da tutti i sondaggi e da domenica, con tutta probabilità, comincerà il quarto mandato consecutivo e darà nuovo impeto all’integrazione europea in collaborazione con il presidente francese Emmanuel Macron. Il sentiment delle imprese stava migliorando già prima del successo di Macron, a maggio, e dopo i plurimi segnali di ripresa diffusi nell’economia continentale è cresciuto ancora, come rivela un sondaggio contenuto nell’ultimo bollettino della Banca centrale europea condotto tra 55 società.

 

Con la prospettiva di vedere Merkel al vertice per altri quattro anni le trattative di compravendita si sono moltiplicate, indicando la possibilità che si crei maggiore integrazione tra aziende nazionali per generare campioni europei capaci di resistere alle aggressioni americane e soprattutto cinesi. La tedesca Siemens potrebbe unire la sua divisione treni a quella della francese Alstom che potrebbe preferirla alla canadese Bombardier. La fusione creerebbe un campione europeo nell’altra velocità ferroviaria da due entità storicamente rivali. La tedesca ThyssenKrupp vuole allearsi in joint venture con l’indiana Tata Steel creando il secondo gruppo siderurgico europeo dopo ArcelorMittal, potenziale acquirente dell’Ilva di Taranto (l’Antitrust Ue deciderà entro il 26 ottobre). Nel settore bancario le fusioni cross-border sono considerate particolarmente penose. Da tempo la Banca centrale europea ambisce a ridurre il numero di banche per creare intermediari più grandi e più forti. Mercoledì Reuters riferiva di un interesse di Unicredit per la tedesca Commerzbank visto che lo stato tedesco vuole ridurre la quota in possesso, residuo del salvataggio del 2009. Unicredit ha smentito ieri con chiarezza (“una bufala”). Anche la francese Bnp Paribas potrebbe essere ingolosita. Berlino potrebbe favorirla per forgiare l’alleanza con Parigi.

 

Nell’accelerazione delle attività di fusione e acquisizione la Banca centrale europea ha avuto un ruolo decisivo con il programma di acquisto di obbligazioni societarie private e pubbliche, attivo da giugno 2016, unito all’ingresso nel mercato obbligazionario sovrano che ha narcotizzato i tassi d’interesse. Uno degli obiettivi era quello di sciogliere il legame tra banche e grandi imprese, spingendo queste ultime a finanziarsi sul mercato, e quindi lasciare che le piccole e medie aziende avessero più margini di ottenere prestiti dalle banche. Un altro risultato è stato che le imprese hanno usato la maggiore liquidità per fare shopping, con particolare euforia in Germania. La settimana scorsa la tedesca HeidelbergCement ha comprato gli asset italiani di Cementir (gruppo Caltagirone) a circa un anno dall’acquisto di Italcementi (famiglia Pesenti) confermando la supremazia continentale nei materiali da costruzione. Probabilmente altri accordi seguiranno e vedremo crescere gli euro-colossi.

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