Oibò! Anche vista dalla City, l’Italia va

Economist e Financial Times elogiano i progressi dell’economia nazionale e di Milano

7 Settembre 2017 alle 14:06

Oibò! Anche vista dalla City, l’Italia va

Lo skyline di Milano (foto LaPresse)

L'Italia non è più il “malato” d'Europa. Lo dicono i numeri. Dopo estati passate a preoccuparci di come evitare “il rischio Grecia”, finalmente, negli ultimi mesi, l'economia italiana ha mostrato chiari e solidi segnali di ripresa. Per la verità è da dieci trimestri consecutivi che il pil italiano mostra un rassicurante segno “più”. E ora cominciano ad accorgersene anche fuori dai nostri confini.

 

 

Sia l'Economist che il Financial Times, infatti, dedicano due articoli all'Italia in cui non nascondono un certo ottimismo per il futuro. Il settimanale, in particolare, già nel titolo parla di "Alcune buone notizie dall'Italia”. Il punto di partenza è il Forum Ambrosetti che si è appena tenuto a Cernobbio. Un appuntamento in cui, scrive l'Economist, “la brezza del lago ha portato qualcosa che non si respirava da quasi un decennio: un soffio di ottimismo sull'economia” del nostro paese.

 

Visti dall'Istat

Check-up d’Italia con il presidente Alleva. Tra diatribe statistiche, stime caute e pil che va (più 1,5 nel 2017)

I dati sono quelli più volte citati e analizzati: la crescita del pil, la disoccupazione che sale spinta dal contestuale calo del numero degli inattivi, il numero totale degli occupati che supera i 23 milioni (cosa che non succedeva dal 2008), persino il drastico calo degli sbarchi di migranti dopo gli interventi del governo. 

 

Il quotidiano della City prende invece Milano come esempio della rinascita del paese. E in particolare la cena di beneficienza che, il 13 settembre, celebrerà i 150 anni della Galleria Vittorio Emanuele II. Mille gli invitati per quello che il Financial Times definisce uno “spettacolo di potere e ricchezza” che mostra il nuovo status e l'influenza della città nell'Europa post-Brexit.

 

 

La “capitale economica e finanziaria dell'Italia”, prosegue FT, sta vivendo un periodo di ripresa, spinta anche dalla crescita del pil negli ultimi dieci trimestri consecutivi. I segnali vanno dalla fine dei timori per un crisi bancaria (grazie alla capitalizzazione di Unicredit e al salvataggio di Mps e delle banche venete) all'Expo 2015, dal fatto che investitori stranieri sono stati attratti dalla costruzione di nuovi edifici al fatto che grandi multinazionali hanno realizzato, a Milano, i loro nuovi quartier generali. Insomma, l'analisi del FT è semplice: “Mentre Roma sta tramontando sotto la giunta guidata dal M5s, Milano è rifiorita grazie a leader moderati con un'attenta mentalità imprenditoriale”.

 

Certo, restano ancora delle criticità. L'Economist sottolinea l'imminente fine degli incentivi per l'occupazione, il debito sempre alto, la bassa produttività e il divario tra Italia ed Europa (che comunque si sta riducendo). Insomma, per dirla con il settimanale inglese, “forse non è ancora il caso di stappare il Prosecco”.   

 

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