Ignazio Visco (foto LaPresse)

Anche Visco sposa la linea del buon senso contro la fuffa populista

Redazione

"Servono programmi chiari e fondati sulla realtà", dice il governatore di Bankitalia

Le riforme rappresentano i "primi passi su un sentiero ancora lungo, che è indispensabile percorrere con continuità e coerenza, controllando lo stato di attuazione degli interventi effettuati". Ma da sole non bastano: per avere davvero effetto, bisogna cambiare anche  atteggiamento. Nelle Considerazioni finali, il governatore di Bankitalia Ignazio Visco ricorda che negli ultimi cinque anni "siamo entrati in un'intensa stagione di riforme" ma che queste, per avere effetto, "richiedono tempo" e "passano attraverso i comportamenti dei cittadini". Questo perché, spiega, le riforme da sole "non bastano se rimane diffusa la presenza di imprese che ottengono margini di profitto con comportamenti illegali, con l'evasione fiscale e con la corruzione". Per Visco, "tali pratiche distorcono la concorrenza e limitano le risorse da investire in infrastrutture e servizi utili alla collettività e progetti a  maggior valore aggiunto". L'illegalità, ricorda il governatore, va intesa "in tutte le sue forme" ed è "fonte di ingiustizia" nonché "causa di minor benessere economico".

 

Visco ha anche lanciato un richiama forte alla politica: "Il consenso va ricercato con la definizione e la comunicazione di programmi chiari, ambiziosi, saldamente fondati sulla realtà", ha detto il governatore. Il percorso per riportare l'Italia "sulla strada della crescita è iniziato, ma deve rafforzarsi". Visco si dice "fiducioso" che, "al di là dell'incertezza politica, il nostro paese saprà ottenere risultati che servono l'interesse generale, tenendo conto di chi resta indietro e di chi arretra, liberando l'economia da inutili vincoli, rendite di posizione, antichi e nuovi ritardi. Andranno colte tutte le occasioni che l'innovazione oggi offre per sviluppare un'economia robusta, una finanza stabile e utile, un sistema sociale più giusto".

  

L'avvertimento di Visco si lega ai dati raccolti da Bankitalia sullo stato dell'economia italiana: "Agli attuali ritmi di crescita il pil tornerebbe sui livelli del 2007 nella prima metà del prossimo decennio", mentre "soprattutto nel mercato del lavoro vediamo l'eredità più dolorosa della crisi". Visco ha sottolineato come il nostro paese in questo lungo periodo abbia attraversato "gli anni peggiori della sua storia in tempo di pace", e ha avvertito che "i segnali positivi vanno consolidati". Sul fronte del lavoro e delle imprese "occorre un salto di qualità che consenta di favorire l'innovazione e migliorare i meccanismi che guidano l'allocazione delle risorse. E' necessario a tal fine – suggerisce il governatore  – il concorso convinto di tutti: imprenditori, lavoratori, amministratori pubblici".

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