cerca

Alitalia, la solita rotta verso non si sa dove

Perché il mercato globale delle compagnie aeree ha registrato nel 2016 profitti netti aggregati pari a 35,6 miliardi di dollari e invece Alitalia sta(va) per fallire?

16 Marzo 2017 alle 12:36

Duemila esuberi, tagli del 30 per cento allo stipendio dei piloti, un nuovo presidente con deleghe operative, Luigi Gubitosi. Era quello che ci voleva? Lo vedremo, quello che manca a Alitalia è un piano industriale efficace (quello precedente non ha funzionato), ma anche con i colpi d’ascia di un boscaiolo canadese le vie dei cieli rischiano di restare oscure. Sei ore di consiglio sono servite per ora a dire cose che nel corso degli anni abbiamo già sentito: bisogna diminuire il personale, tagliare i costi e naturalmente farlo con l’accordo dei sindacati. Neanche una parola su un semplice fatto, una domanda: perché il mercato globale delle compagnie aeree ha registrato nel 2016 profitti netti aggregati pari a 35,6 miliardi di dollari e invece Alitalia sta(va) per fallire? Alitalia non riesce a volare ad alta quota in un mercato che in questo momento ha numeri più che positivi. Ultimo rapporto IATA:

  • In gennaio i ricavi per passeggero sono aumentati a livello globale del 9,6 per cento, il massimo dal 2001 e la partenza dell’anno migliore dal 2005;
  • Le prospettive sono buone anche nel 2017, al netto delle incertezze sul prezzo del carburante, gli aggiustamenti dei tassi di interesse e gli shock geopolitici (il terrorismo è un fattore decisivo per il traffico su alcune rotte);

Questi due grafici sono eloquenti:

Con questi numeri e questo andamento del mercato, Alitalia ha continuato a perdere una montagna di soldi. Nei prossimi due anni continuerà a presentare bilanci in rosso e forse nel 2019 andrà in utile. Questa è la teoria, poi c’è la pratica. Anche in questo caso, occhio al trolley.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • m.pascucci

    17 Marzo 2017 - 19:07

    Dico cose banali e ripetute da molti fino all'ossessione, ma: (1) Alitalia non è in grado di far concorrenza alle compagnie low-cost e (2) non ha una presenza sufficientemente forte sui voli a lungo raggio. E poi c'è una cosa che mi chiedo: io viaggio per lavoro e per di più ho Fiumicino come aeroporto di riferimento, dato che abito a Roma. Io vorrei viaggiare con Alitalia, ma alla fine non ci riesco quasi mai, per un motivo molto semplice: Alitalia non va nei posti dove devo andare io. Ora, forse io sarò un cliente un po' particolare, ma alla fine il dubbio che Alitalia abbia delle difficoltà a posizionarsi su segmenti di mercato specifici e più redditizi mi viene. Non pretendo che Alitalia si posizioni sulle destinazioni che fanno comodo a me, però perché non creare una compagnia con un focus su aree geografiche specifiche? Fiumicino sarebbe un ottimo hub per l'Africa, tanto per dire, e allora perché per andare in certi posti si deve partire da Parigi o Londra?

    Report

    Rispondi

Servizi