cerca

Se per ipotesi non ci fosse stata la crisi, dove sarebbe oggi l'Italia?

Se Lehman Brothers non avesse vacillato fino a schiantarsi, con tutto ciò che ha preceduto e seguito quell'evento simbolo del 2008, come starebbe l'economia italiana? Ecco una stima della Banca d'Italia

5 Ottobre 2016 alle 15:20

Se per ipotesi non ci fosse stata la crisi, dove sarebbe oggi l'Italia?

Palazzo Koch, sede di Bankitalia

Se Lehman Brothers non avesse vacillato fino a schiantarsi, con tutto ciò che ha preceduto e seguito quell'evento simbolo del 2008, come starebbe l'economia italiana? Ecco una stima della Banca d'Italia, diffusa oggi da Fabio Panetta, vicedirettore generale di Palazzo Koch, durante un convegno organizzato a Roma dal quotidiano Il Messaggero:

 

Secondo nostre stime, in assenza della crisi la crescita in Italia tra il 2008 e il 2015 sarebbe stata più elevata di circa 1,5 punti percentuali all’anno, risultando lievemente positiva. In un tale scenario il rapporto tra le sofferenze bancarie e lo stock di prestiti alle società non finanziarie, al netto degli accantonamenti, invece di raggiungere l’8,4 per cento, il valore massimo toccato l’anno scorso e oggi in calo, sarebbe rimasto pressoché inalterato sui livelli precedenti la crisi, intorno al 2 per cento; le banche italiane avrebbero inoltre colmato circa la metà del ritardo di redditività rispetto a quelle degli altri paesi europei.
 
Anche il necessario sforzo di risanamento del bilancio pubblico ha dovuto confrontarsi con il contesto macroeconomico sfavorevole. A quest’ultimo è ascrivibile l’aumento del rapporto tra debito pubblico e PIL, salito lo scorso anno al 132 per cento del prodotto, oltre 30 punti percentuali in più rispetto al 2007. Se da quell’anno il prodotto fosse cresciuto in linea con la media di lungo periodo e la dinamica dei prezzi si fosse mantenuta vicina al 2 per cento, tenendo conto anche delle maggiori entrate che sarebbero derivate da una crescita economica più sostenuta, il peso del debito sul PIL sarebbe sceso in misura non trascurabile.

 

Crescita "lievemente positiva" in assenza di crisi? E' pura fantascienza, certo, ma non ce la saremmo propriamente spassata lo stesso, a quanto pare. (Qui l'intervento integrale di Panetta)

Marco Valerio Lo Prete

Marco Valerio Lo Prete

Al Foglio dal marzo 2009, dove entra appena laureato in Scienze Politiche, il suo cursus honorum è il seguente: stagista, praticante, redattore dell'Economia, coordinatore del desk Economia e poi dal 2015 vicedirettore. Nasce nel 1985 sull'Isola Tiberina. Nella Capitale si muove poco: asilo, scuole elementari e medie, liceo e università, tutto nel giro di pochi chilometri quadrati. In compenso varca spesso (e volentieri) le frontiere del Paese natìo. Prima per studiare un anno nella ridente Rochester (New York, USA), poi – dopo numerose e più brevi escursioni – emigra all'Université Libre di Bruxelles per sei mesi. E a Bruxelles ci ritorna, ancora per sei mesi, per affiancare un formidabile manipolo di Radicali che lavora al Parlamento Europeo. Mentre si trova nel punto del globo più distante da Roma, facendo ricerca sull’immigrazione all’Università di Melbourne, in Australia, riceve una e-mail dal Foglio: non ci crede, pensa sia spam, invece è uno stage. Da qualche tempo si applica allo studio della lingua tedesca.  

Più Visti

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi