Il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi (foto LaPresse)

Draghi delude i mercati, nuovi stimoli sotto le aspettative

Redazione
La Banca centrale europea sembra avere concesso promesse eccessive al mercato alzando le aspettative degli investitori oltre gli stimoli effettivamente approvati dal direttivo nella riunione di oggi, l’ultima del 2015.

Roma. La Banca centrale europea sembra avere concesso promesse eccessive al mercato alzando le aspettative degli investitori oltre gli stimoli effettivamente approvati dal direttivo nella riunione di oggi, l’ultima del 2015. Il presidente della Bce, Mario Draghi, ha annunciato il taglio del tasso sui depositi dallo 0,2 allo 0,3 per cento facendo aumentare il costo per le banche di depositare denaro presso la Bce.

 

La Bce aveva precedentemente detto che i tassi avevano raggiunto il punto più basso ("lower bound") e si è così contraddetta. Il taglio in realtà non è particolarmente incisivo ma segnala dopotutto la volontà a proseguire una politica monetaria accomodante (i tassi sono pur sempre più bassi di prima, è relativamente importante che siano negativi). Draghi ha speso gran parte della conferenza stampa a difendere l’efficacia delle misure di stimolo intraprese finora e ha detto che, siccome sono efficaci, verranno estese fino a marzo 2017 (da settembre 2016) e anche oltre “se sarà necessario”.

 

[**Video_box_2**]Tuttavia il mercato era stato indotto a ritenere che oltre a una dilatazione temporale ci sarebbe stata anche un’espansione della mole di acquisti di titoli, finora limitata ad asset pubblici e privati per 60 miliardi di euro mensili. Draghi ha segnalato la volontà di includere negli acquisti anche i titoli emessi dagli enti locali, municipali e regionali. Troppo poco rispetto alle attese degli investitori. Le Borse hanno reagito con disappunto. Stavolta Draghi non ha prodotto regali di Natale sorprendenti per i mercati.

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