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Il reddito di cittadinanza è un errore "filosofico". Parola di comunista

“Il reddito garantito di Podemos incentiva a non lavorare ed è ingiusto”. Così come per il Movimento cinque stelle, anche per Podemos un punto centrale del programma è il reddito di cittadinanza. A sparare contro la proposta del movimento politico spagnolo non è un economista di destra (peraltro, an

22 Ottobre 2015 alle 16:16

Il reddito di cittadinanza è un errore "filosofico". Parola di comunista

Alberto Garzón (foto LaPresse)

“Il reddito garantito di Podemos incentiva a non lavorare ed è ingiusto”. Così come per il Movimento cinque stelle, anche per Podemos un punto centrale del programma è il reddito di cittadinanza. A sparare contro la proposta del movimento politico spagnolo non è un economista di destra (peraltro, anche un esponente della scuola di Chicago come Milton Friedman era favorevole a una imposta negativa sul reddito che in pratica è un reddito di cittadinanza, sia pure interpretato in chiave liberista, come strumento per tagliare sul welfare). La bordata viene invece da Alberto Garzón, leader di quella Sinistra unita che attorno al Partito comunista di Spagna raccoglie una quantità di altri gruppi e che, dopo aver ottenuto nel 2011 il secondo miglior risultato elettorale della sua storia, in questo momento sta lottando per non farsi spazzar via proprio da Podemos.

 

Alle ultime elezioni catalane i due partiti sono riusciti a fare una lista assieme, ma i pessimi risultati sembrano indicare che i due aggregati non siano fatti per convivere. Per le prossime elezioni politiche la Sinistra unita ha diluito la sua sigla all’interno di un insieme ancora più ampio che si chiama “Ahora en Común”, ma la lotta col movimento di Pablo Iglesias spinge Garzón a premere sull’acceleratore delle puntualizzazioni identitarie e programmatiche.

 

[**Video_box_2**]In un’intervista al Mundo il leader di Sinistra unita ha dunque spiegato che a essere garantito non deve essere il reddito, ma il lavoro. Garzón promette di creare in un anno un milione di posti di lavoro nei servizi sociali, con stipendi compresi tra i 900 e i 1.200 euro al mese. “Ci sembra più realista perché si paga la gente per un lavoro, mentre il reddito garantito è dare a chiunque”. “Dare i soldi semplicemente per esistere”, secondo Garzón sarebbe addirittura un errore “di natura filosofica”. “Bisogna farlo solo con quelle persone che non possono lavorare, per esempio con coloro che hanno una malattia, ma non con quelle che possono lavorare”. Senza contare che il reddito garantito, conclude Garzón, sarebbe “inflazionista”. 

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