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Il guaio di una magistratura dove l’appartenenza conta più del merito

31 Maggio 2019 alle 23:11

Al direttore - Un paese che ha serenamente accettato che la sua magistratura possa organizzarsi secondo correnti politiche, specificamente incaricate della spartizione degli uffici direttivi e della gestione dei procedimenti disciplinari, non ha diritto di “sorprendersi” per le dinamiche affaristiche, o viceversa conflittuali, che ciò determina nella prassi. Chi ancora crede nell’indipendenza del potere giurisdizionale, intesa come facoltà di ogni singolo magistrato di operare secondo coscienza resistendo a influenze esterne e a inevitabili pressioni corporative, dovrebbe invece trarre dagli ultimi...

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01/06/2019

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