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Rivoluzione made in Usa, la fine della dinastia Clinton e gli Oasis. Di cosa parlare stasera a cena

In esclusiva per noi Marco Alfieri seleziona e propone letture, spunti e idee per sapere quello che succede nel mondo.

10 Novembre 2016 alle 18:10

Rivoluzione made in Usa, la fine della dinastia Clinton e gli Oasis. Di cosa parlare stasera a cena

Frase del giorno


 

“Donald Trump e marijuana libera: l'America ha deciso…”

Antonio Polito


 

 

America oggi

 

L’era Trump e i suoi effetti sull’America e il mondo nella cover story dell’Economist e perché gli Usa dimostrano un’altra volta di essere una nazione rivoluzionaria nell’analisi di Maurizio Molinari.

 

Immigrazione, infrastrutture, commercio internazionale e via elencando. Come potrebbero cambiare gli Usa sotto la presidenza Trump, in cinque punti messi in fila da Quartz (articolo tradotto in italiano da Internazionale).

 

Molti economisti pensano che la presidenza Trump potrebbe essere un disastro. Wall Street, però, sembra di diverso avviso.

 

Nel frattempo il realismo del potere comincia a fare effetto: via il no ai musulmani dal sito ufficiale del neo eletto…

 

Da quali figure potrebbe essere formato il gabinetto del neo presidente e quale rapporto tra inner circle e personaggi del GOP, nell’analisi di BuzzFeed.

 

Questa è una buona chiave di lettura: controllando sia il Congresso che il Senato, i repubblicani riusciranno a contenere The Donald? In ogni caso, state tranquilli: il Congresso funziona in maniera tale che bilancerà i poteri dle presidente…

 

Infine cosa hanno in comune Donald Trump e Silvio Berlusconi!

 

 

C’era una volta in America

 

Da Bill a Hillary (Clinton), tramonto di una dinastia nata in provincia ma scottatasi con il potere di Washington.

 

Perché non ce lo aspettavamo? Perché i giornalisti non volevano credere che la vittoria di Trump fosse possibile, e hanno guardato dall'altra parte, dice Margaret Sullivan sul Washington Post (articolo tradotto in italiano da Il Post).

 

La democrazia è sopravvalutata? L’elezione di Trump, la Brexit, i populismi: il suffragio universale sta creando mostri. Un libro molto attuale propone di modificarlo.

 

Quegli elettori latinos che hanno votato per Trump invece che per Hillary. Molto ma molto interessante…

 

Poi c’è il tema gigantesco dei rapporti della nuova Casa Bianca con la galassia Silicon Valley, grande avversaria di Trump e portata in palmo di naso negli otto anni di Obama. Ne scrive il Nyt.

 

 

Mappa del giorno


 

L’identikit dei principali gruppi elettorali che hanno votato per Trump e Clinton…

 


 

 

L’America e noi

 

La vittoria di Trump: lezioni per l’Italia. La tesi del contagio è fragile. Perché Renzi ha una grande opportunità.

 

Risveglio d’Europa. Merkel guida la missione “choc control” e ricorda a Trump i valori liberali che uniscono Ue e Usa. Basterà?

 

Il tradizionale e compassato ordine economico europeo alla prese con il ciclone Trump, nell’analisi di Politico.

 

 

L’America e gli altri

 

La Libia, la Siria e Trump. Hillary Clinton era d’accordo con Tripoli per lottare contro Haftar. Ora invece sintonia con Sisi & Putin. Il presidente eletto anticipa tre posizioni molto gradite alla Russia e al partner locale Assad. Cosa cambia…

 

Va bene la retorica elettorale ma in Asia e in Cina non credono fino in fondo che il nuovo inquilino della Casa Bianca finirà per stracciare gli accordi sul commercio internazionale…

 

Ay ay ay che paura fa Trump dall’altro lato del Muro. Il Messico alle prese con un nuovo vicino malevolo è già a un passo dall’isteria.

 

Anche Reagan fu criticatissimo in tutto il mondo. Al momento della sua elezione lo chiamarono sprezzantemente il “cowboy”. Invece oggi è ricordato come uno statista. Varrà anche per Trump?

 

La doppia vittoria Brexit-Trump sembra dire ai giovani africani: restate a casa vostra…

 

 

Altri mondi

 

Sabbie arabe. Presi come siamo dall’Isis e dall’avvento di Trump, occhio a dimenticarsi di al Qaeda e dei suoi movimenti molto ma molto pericolosi.

Manica larga. La business community inglese propone una sorta di visto esclusivamente londinese per mantenere personale straniero qualificato nella City anche dopo la Brexit. Chissà…

Guardia e ladri. Per la prima volta un cinese guida l’Interpol. Il viceministro per la pubblica sicurezza Meng Hongwei è stato nominato nell’ambito dell’assemblea generale annuale dell’Interpol, che si è tenuta nell’isola di Bali, in Indonesia. Per la Cina l’Interpol ha un ruolo importante: Pechino ha lanciato un’operazione contro i funzionari ritenuti corrotti che fuggono all’estero per sottrarsi alla campagna anticorruzione voluta dal presidente Xi Jinping (via Internazionale).

Che tempo che fa. Gli ultimi dieci anni di investimenti globali nelle energie rinnovabili, adesso che Trump potrebbe frenarne la corsa a vantaggio del mondo oil & gas.

Grande Mela. Ha ragione Ken Segall: dopo Steve Jobs Apple non riesce più ad essere semplice…

Liberi tutti. La liberalizzazione del cubo di Rubik, il rompicapo non è più coperto da brevetto. Tutti potranno riprodurlo, purché con altro nome e funzioni simili.

Pianto greco. In Grecia hanno sospeso il calcio. Qualcuno ha dato fuoco all’abitazione del presidente dell'associazione degli arbitri e la federazione calcistica sospetta che siano stati dei tifosi.

Oasis. Supersonic, ovvero quando i fratelli Gallagher erano divinità…

 

 

Accadde oggi


 

Settant’anni fa, ad Alba, nasceva la Ferrero. Dolci e Nutella per tutti…


 

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