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Trump senza più rivali, i visti turchi e Chanel a Cuba. Di cosa parlare stasera a cena

In esclusiva per noi Marco Alfieri seleziona e propone letture, spunti e idee per sapere quello che succede nel mondo.

4 Maggio 2016 alle 18:43

Trump senza più rivali, i visti turchi e Chanel a Cuba. Di cosa parlare stasera a cena

Frase del giorno

 

“Non abbiamo evidenze in questo momento che la partecipazione di Atlante sia necessaria all’aumento di capitale. Noi non siamo nelle condizioni della Banca Popolare di Vicenza…”

Pierluigi Bolla (presidente di Veneto Banca)

 

 

Stato dell’Unione

 

Se il Consiglio e il parlamento europei approveranno la proposta della Commissione Ue, i turchi non dovranno più chiedere il visto per visitare l’area Shengen. È una condizione posta da Ankara in cambio dell’impegno di riaccogliere tutti i migranti arrivati ​​in Grecia dal 20 marzo, come previsto dall’accordo con Bruxelles.

 

Occhio perché torna ai massimi livelli l’allarme sicurezza anche in vista degli Europei di calcio del mese prossimo in Francia.

 

Il grande giorno è arrivato: domani si vota per il nuovo sindaco di Londra. Un po’ di cose da sapere messe in fila dal Wsj.

 

Non solo Hollande. Tutti contro il Ttip. Ecco la legge di Murphy dell’economia. Studiosi concordi sui vantaggi del libero scambio. Ma sull’accordo Stati Uniti-Ue prevalgono i populismi.

 

 

Sabbie arabe

 

In Libia il generale Haftar avanza verso Sirte dal deserto: scontri con gli islamisti. Manovra di aggiramento del generale per evitare la zona petrolifera.

 

C’era da aspettarselo. Washington si lamenta della scarsa collaborazione degli alleati nella crisi mediorientale…

 

Intanto gli ottimi raccolti di oppio in Afghanistan stanno facendo schizzare i profitti dei Taliban.

 

Nonostante la recente vittoria alle elezioni l’applicazione dell’accordo sul nucleare non sarà facile (e sarà il vero banco di prova) per la leadership iraniana.

 

 

Il mondo oltre il Jihad

 

Corsa alla Casa Bianca. Perché gli elettori repubblicani, numeri alla mano by Nate Silver, alla fine hanno “nominato” Trump. Le posizioni politiche di The Donald, dall’immigrazione alla politica estera. E quanti finanziamenti hanno raccolto finora i leader in corsa (ps. dopo il ritiro di Ted Cruz anche John Kasich sospende la corsa presidenziale).

La mandrakata. Comunque se i proprietari del Leicester avessero rispettato il fair play finanziario non sarebbero campioni d’Inghilterra.

Lettera da Teheran. Il Guardian racconta come la serie tv Shahrzad sta letteralmente cambiando l’Iran (articolo tradotto in italiano da Internazionale).

Il fondo del barile. Riuscirà l’Arabia Saudita a migliorare il settore privato della sua economia creando nuovi posti di lavoro in tempo a compensare il calo del petrolio? Già, bella sfida.

Food economy. Parla il signor Conad: il futuro? Tanti negozi e e-commerce.

Melodrachma. Si avvicina l’estate e si moltiplicano gli indizi che assisteremo al secondo tempo della crisi finanziaria greca…

Samba triste. La procura generale del Brasile ha chiesto alla corte suprema l’autorizzazione per indagare l’ex presidente Lula da Silva, tre ministri vicini alla presidente Dilma Rousseff e 27 altre persone nell’ambito dell’inchiesta sulla corruzione nella Petrobras. L’accusa è di aver organizzato un sistema per sottrarre denaro alla compagnia petrolifera pubblica (via Internazionale).

Grande Mela. Lo sapete che Apple ha perso l’esclusiva del marchio iPhone in Cina? Un bel problema (insieme all’allarme sulle vendite).

 

 

Personaggi

 

Si fa avanti Alexey Kudrin, l’arma di Putin per ricucire con l’occidente.

 

Chi è davvero l’attorney Usa Preet Bharara, l’uomo che sta terrorizzando Wall Street…

 

 

Mappa del giorno

 

La classifica al contrario (almeno se guardiamo i budget delle squadre della Premier League #Leicester

 

 

 

Argomenti di dibattito

 

Populista sarà lei. Dall’ottocentesco Partito del Popolo alla rivalutazione postcoloniale, fino a Salvini, com’è nato uno dei termini più comuni del dibattito politico odierno. E poi la fine della politica bipolare, sull’asse destra-sinistra, per come l’abbiamo conosciuta (interessante analisi di Foreign Policy).

Amico umanoide. La bella serie a puntate dell’Ft sull’avvento (e l’impatto) dei robot nelle nostre vite.

Lettera 22. I giornalisti stanno uccidendo il giornalismo? Quando continuano ad “aggrapparsi ostinatamente ai vecchi metodi” invece di abbracciare il cambiamento, sì, dice il Washington Post (articolo tradotto in italiano da Il Post).

Non suonarla, Thom. Un canto diventato monotono e il problema per un gruppo innovativo, ma con milioni di fan, come i Radiohead, di mantenere le aspettative.

 

 

Ossessioni

 

Al naturale. Forse l’inflazione dei replay sta uccidendo la visione dello sport. Forse.

Montagne russe. Tutti pronti per il primo Luna Park erotico in costruzione? Ah, sarà in Brasile…

Cuba libre. Dopo le crociere, dopo Internet, dopo i Rolling Stones in concerto e dopo la visita di Obama, anche Chanel e le sue sfilate sbarcano a Cuba.

Marziani a canestro. Le case migliori dei giocatori Nba (e anche un filo pacchiane).

 

 

Mettetevi comodi

 

Punture di spillo. La storia e le origini dei vaccini nella bella video animazione di Open Mind.

Vedove bianche. Bhramarpura è una città nel sud del Nepal. Sembra una città come tante altre, non fosse per il fatto che dopo un primo momento ci si accorge che il numero degli uomini è praticamente pari a zero. Il Nepal non è certo famoso per le pari opportunità, e città come Bhramarpura sono un ribaltamento della solita cultura/società dominata dagli uomini: qui tutti i componenti maschili delle famiglie non appena sono in età da lavoro se ne vanno all’estero nella speranza di trovare lavoro, e le donne si occupano non solo della gestione della famiglia ma anche degli esercizi commerciali e della gestione amministrativa (via Masaraht).

Nazi gold. Alla ricerca dell’oro nazista nel racconto incalzante del New Yorker.

Avengers. Pippaioli da fumetti unitevi: esce in Italia (venerdì negli Usa) “Captain America: Civil War”.

 

 

Accadde oggi

 

Sessantasette anni fa oggi finiva in tragedia, a Superga, l’epopea del Grande Torino…

 

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