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L'arresto di Abrini, l'Amoris laetitia del Papa e il "terzo quarto" di Steph Curry. Di cosa parlare stasera a cena

In esclusiva per noi Marco Alfieri seleziona e propone letture, spunti e idee per sapere quello che succede nel mondo.

8 Aprile 2016 alle 17:12

L'arresto di Abrini, l'Amoris laetitia del Papa e il "terzo quarto" di Steph Curry. Di cosa parlare stasera a cena

Frase del giorno

 


Mettiamola così: se Riina jr diceva che Berlusconi è un mafioso allora Bruno #Vespa poteva intervistarlo…”

 

Antonio Polito


 

 

Sabbie arabe

 

L'incontro di Roma tra gli inquirenti italiani ed egiziani sull'omicidio di Giulio Regeni è fallito: l'ambasciatore italiano è stato richiamato per consultazioni. La collaborazione tra i due paesi è per ora interrotta.

 

Arrestato in Belgio Mohamed Abrini. Lo sostengono fonti della polizia citate dall’agenzia Afp. Belga di origini marocchine, 31 anni, Abrini era ricercato per gli attentati del 13 novembre a Parigi ed era ritenuto vicino ai fratelli Salah e Brahim Abdeslam.

 

E’ stata annunciata la costruzione di un ponte che collegherà l’Arabia Saudita all’Egitto. Il re saudita Salmān ha dichiarato che il ponte passerà sopra il mar Rosso e faciliterà gli scambi commerciali tra i due paesi. Il progetto dovrebbe costare tra i 3 e 4 milioni di dollari (via Internazionale). Ah, nel giorno dell’incontro al vertice con Sisi c’è stato un attentato firmato Isis nel Sinai: morti e feriti. Solita storia macabra.

 

La Russia si è davvero ritirata dalla Siria? Ni. A un mese dall'annuncio di Putin, non proprio: più che altro ha cambiato approccio militare.

 

In che modo la guerra saudita in Yemen ha reso Al Qaeda locale più ricca e più forte. Lo racconta la Reuters.

 

 

Panama Papers

 

Qualche numero interessante. Ricchezza offshore a livello globale: 7.600 miliardi di $ (fonte Oxfam 2015). Dove va? In Svizzera 2.700 miliardi di $, Manica e Irlanda 1.400, Caraibi e Panama 1.300 (fonte BCG 2015).

 

Sorprese, ne abbiamo? Sì. Anche l’ex ministro greco Yanis Varoufakis, paladino delle sinistra alternativa, avrebbe il vizietto dei conti offshore. Lo scrive il Times.

 

Per i dietrologi incalliti ecco scodellate le cinque teorie cospirazioniste sui Panama papers che vanno per la maggiore. E poi uno spaccato, questo sì interessante, sui traffici nel mercato internazionale dell’arte.

 

La verità? Dai Panama Papers si capisce che l’oppressione fiscale è globale. Divertitevi pure con i “papers” ma alt ai moralismi.

 

 

Il mondo oltre il Jihad

 

Europa addio. Inevitabilmente il caso Panama papers che sta imbarazzando il premier UK Cameron potrebbe indebolire la campagna anti Brexit in Inghilterra. Lo scrive l’Economist. Nel frattempo il voto olandese anti Kiev prova che l’europeismo non si porta più.

La chiesa di Francesco. Divorziati risposati, il papa apre uno spiraglio (ma nessuna rivoluzione): integrazione e valutazioni caso per caso. Il capitolo ottavo dell’esortazione sulla famiglia “Amoris laetitia” è dedicato all’atteggiamento pastorale verso chi vive una seconda unione.

Non andremo più in banca. La Borsa penalizza le nostre banche, oberate di sofferenze, e il governo non ha una strategia. Ci riprova con la bad bank di sistema, ammettendo così che la neonata Gacs non funziona. Le fondazioni ne approfittano per rientrare nel capitale delle banche: il lupo perde il pelo, ma non il vizio.

Il fondo del barile. Il Venezuela ha più riserve petrolifere dell’Arabia Saudita ma fa fatica a garantire l’energia elettrica ai suoi abitanti. E poi il piano petrolifero iraniano prossimo venturo, raccontato da Bloomberg.

Casa Bianca. Trump allarga il cerchio magico per normalizzare una campagna eterodossa. Non ha strateghi in senso classico né un team formale di consiglieri che lavora al programma. La sua “sondaggista” di riferimento è la moglie Melania.

 

 

Personaggi

 

Chi sono i piccoli imprenditori/produttori da cui potrebbe dipendere l’esito del referendum inglese sull’Europa.

 

Ricordate Joshua Wong, Agnes Chow e gli altri leader delle proteste di Hong Kong 2014? Lanceranno un nuovo partito politico, domenica.

 

 

Mappa del giorno

 


Dove va l’economia? Guardate un po’ le previsioni del giro di affari della Realtà Virtuale entro il 2025, cioè domani…

 


 

 

Argomenti di dibattito

 

Il mondo di ieri. Trump, i nuovi muri, la Brexit, ondate migratorie e controlli alle frontiere. La fine della globalizzazione per come l’abbiamo conosciuta.

Fit-Unfit. Dopo lo scontro tra Bernie Sanders e Hillary Clinton, cosa qualifica davvero la leadership e la statura di un futuro presidente Usa?

Ritorno al medioevo? L’ideologia ambientalista che alimenta il circo mediatico sul petrolio. Radici di una cultura inespressa permeata di ecologismo esasperato che ha come corollario il “no” all’industrializzazione.

Romanzo criminale. Perché i giovani camorristi sono affascinati dallo Stato Islamico? Se lo chiede Vice News.

Obesità globale. Il mondo sta diventando sempre più grasso (nel senso di abitanti sovrappeso) e nessuno sa come fermare questa deriva…

 

 

Ossessioni

 

Lontano dagli occhi. I repubblicani vorrebbero evitare la chiusura di Guantanamo per paura che molti terroristi si riversassero negli Usa. In realtà nelle prigioni americane ci sono già tanti jihadisti. L’infografica del Nyt.

Cose che voi umani. Il sensazionale terzo quarto di Steph Curry contro San Antonio, in un video.

Diritto di replica. Ricordatevi che se una cosa esiste, esiste anche la sua versione porno, dice il Washington Post (articolo tradotto in italiano da Il Post).

 

 

Mettetevi comodi

 

Jihad quotidiana. In che modo le donne africane prigioniere di Boko Haram vengono convertite al jihadismo. Un grande approfondimento del Nyt.

Ombre cinesi. Una settimana alle prese con il grande firewall cinese, tra censura, nazionalismo digitale e sistemi anti intrusioni.

Vigilantes. La storia della polizia sotterranea di Berlino (sotterranea nel senso della metropolitana).

Tradurre l’intraducibile. La dura vita del traduttore di Manga, tra crittogrammi, onomatopee folli, balloon minuscoli e lavoro sottopagato.

 

 

Accadde oggi

 


Nel 1953 oggi Jomo Kenyatta, futuro primo presidente del Kenya indipendente (dagli inglesi) viene accusato di essere il capo dei ribelli Mau Mau…

 


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