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La fragile transizione libica, il mega fondo saudita e Arrigo Sacchi. Di cosa parlare stasera a cena

In esclusiva per noi Marco Alfieri seleziona e propone letture, spunti e idee per sapere quello che succede nel mondo.

 

1 Aprile 2016 alle 16:57

La fragile transizione libica, il mega fondo saudita e Arrigo Sacchi. Di cosa parlare stasera a cena

Frase del giorno


 

Totti avrebbe proposto di giocare gratis il suo ultimo anno e noi avremmo rifiutato? Questo non è vero, dev’essere un pesce d’aprile…"

James Pallotta


 

 

Sabbie arabe

 

Sono cominciati i lavori del governo di unità nazionale in Libia. L’esecutivo, guidato da Fayez al Sarraj e sostenuto dall’Onu, ha avviato una serie di consultazioni da una base navale di Tripoli, incontrando politici locali, imprenditori e il governatore della banca centrale. Il quotidiano locale Libya Herald scrive che il governo ribelle guidato da Khalifa Ghwell ha abbandonato la capitale e si è spostato a Misurata (via Internazionale).

 

Incrociare le dita a Tripoli. Perché se la transizione in Libia non funziona si rischia di fare un regalo allo Stato islamico e cosa potrebbe cambiare con il nuovo (fragile) governo nella lotta al traffico di uomini verso l’Europa.

 

In Siria, invece, prove tecniche di coordinamento tra Usa e Russia. Mentre sul dossier “armi nucleari” Mosca e Washington continuano a litigare (Putin ha disertato il vertice sulla sicurezza nucleare).

 

Perché Erdogan è la “delusione” della politica estera americana. Obama credeva che il fondatore dell’Akp fosse la perfetta congiunzione dei due mondi: un leader forte ma democratico, un musulmano moderato che però rispetta le libertà civili.

 

Il Wsj racconta come l’Isis abbia trasformato un laboratorio chimico dell’università di Mosul in una fabbrica di esplosivi.

 

 

“The Donald”

 

Secondo alcuni osservatori potrebbe essere iniziato il riflusso degli americani verso Donald Trump. Che stiano cominciando a stancarsene? Chissà.

 

Di certo la cura del Gop per debellare “The Donald” rischia di essere peggio della malattia, scrive Mattia Ferraresi.

 

Ossessionati da Trump, ecco come Hillary Clinton potrebbe costruire un ponte per (ri)attrarre nel campo democratico un pezzo di “working class” delusa dalla politica.

 

 

Il mondo oltre il Jihad

 

Il fondo del barile. Il piano saudita per costruire un mega fondo miliardario e assicurarsi un futuro sostenibile nell’era del petrolio basso.

Fine di un ministro. La Guidi si è dimessa, secondo il premier Renzi c’è la battaglia del referendum trivelle dietro lo stop dei pm ai pozzi Eni.

Il grande esodo. Né un girone infernale, né una rappresentazione del mondo onirico kafkiano bensì l’Europa di oggi, che rischia di far scoppiare di migranti un paese già problematico come la Grecia. Ne scrive Foreign Policy. E poi come la crisi dei rifugiati potrebbe riscrivere il mitico modello sociale svedese.

Segui i soldi. Robert Stack, segretario aggiunto al Tesoro, ha dichiarato che il governo di Washington vuol cambiare il regolamento fiscale relativo al Delaware, uno dei paradisi fiscali americani assieme al Wyoming e al Nevada: “È importante che noi, gli Stati Uniti, ci uniamo al movimento della trasparenza globale…” (via Masaraht)

Doppia morale. Cina e Usa possono anche accordarsi per un giro di vite contro la Corea del Nord ma se poi Pechino chiude gli occhi sui traffici di confine...

Mergermania. Per la cronaca, gli indiani di Tata e i tedeschi di Thyssenkrupp potrebbero unire i rispettivi business europei dell’acciaio (e salvarli).

 

 

Personaggi

 

Un’inchiesta della Reuters su imprenditori, ragazze, immobili e imprese che girano intorno a Vladimir Putin, lo zar.

 

Grandezze e limiti di Zaha Hadid. La donna più famosa della storia dell’architettura, l’unica a essere chiamata per nome, è morta troppo presto per tutto, spiega il critico del Washington Post (articolo tradotto in italiano da Il Post).

 

La lezione di Arrigo Sacchi. I settant’anni dell’allenatore più rivoluzionario del calcio moderno.

 

 

Mappa del giorno


 

Cosa cercano le donne sui motori di ricerca (robe pepate, intendiamo) #pornhub (via Pier Luca Santoro)

 


 

 

Argomenti di dibattito

 

Ombre cinesi. In che modo le difficoltà interne (economiche e sociali) rischiano di indebolire l’agenda mondiale di Pechino.

Jihad quotidiana. Quanto si possono aumentare le misure di sicurezza in aeroporto, si chiede l’Economist (articolo tradotto in italiano da Internazionale)?

Corsa alla Casa Bianca. Cosa può imparare il partito repubblicano dalla convention del 1824, quella di Andrew Jackson.

Il futuro del lavoro. Tranquilli, un’economia in salute dovrà continuare a produrre manufatti, anche in futuro. E poi dovrà venderli. Quindi la morte di certe figure professionali sembra fortemente esagerata. Ne scrivono Spectrum e l’Harvard Business Review.

Falsi miti. Colpa di internet e dei telefonini? Macchè. L’era della grande distrazione è cominciata molti secoli fa. Parola di filosofi.

 

 

Ossessioni

 

In via di estinzione? C’è un piccolo problemino che rischia di affossare la professione degli avvocati americani…

Diavolo di un Musk. Tutti i segreti della nuova Tesla. E’ davvero nata l’auto elettrica di massa? Intanto dovrà riuscire a venderla...

Equilibrio del terrore. La storia delle testate nucleari dal 1945 ad oggi, in una bellissima infografica interattiva.

 

 

Mettetevi comodi

 

L’era del populismo. Un ottimo docuweb del Nyt sulla crescita del Front National in Francia. La congiuntura in effetti non potrebbe essere migliore…

Voto col trucco. Una lunga (e inquietante) inchiesta di Bloomberg su Andrés Sepùlveda, un hacker colombiano che sostiene di aver truccato le ultime elezioni messicane (a altre elezioni sudamericane).

Samba triste. Guai a ripetizione per il Brasile. Adesso gli specchi d’acqua (di mare) dove questa estate si terranno alcune gare olimpiche sono piene di liquami…

Milano e il Salone. Torna la manifestazione che da sempre attrae teste e matite dal mondo. I personaggi che hanno fatto la storia e gli oggetti entrati nel culto.

 

 

Accadde oggi


 

Quarant’anni fa oggi nasceva Apple. Il mondo non sarà più lo stesso…

 


 

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