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Il Super Tuesday, il post voto in Iran e i tiri di Steph Curry. Di cosa parlare stasera a cena

In esclusiva per noi Marco Alfieri seleziona e propone letture, spunti e idee per sapere quello che succede nel mondo.

1 Marzo 2016 alle 18:46

Il Super Tuesday, il post voto in Iran e i tiri di Steph Curry. Di cosa parlare stasera a cena

Frase del giorno


Chi non ha risposto ad un approccio collaborativo conoscerà il lato oscuro dell'accertamento…"

Rossella Orlandi, direttore Agenzia Entrate


 

 

Sabbie arabe

 

Migliaia di morti, il fantasma dell’Isis, la crisi migratoria. La Libia cinque anni dopo l’intervento militare internazionale nel racconto del Nyt (Gheddafi morirà nell’ottobre del 2011).

 

Stamattina il Corriere raccontava come Tripoli sia in realtà già “difesa” dalle forze speciali americane insieme ai colleghi britannici e francesi. “Gli italiani? Ancora non si vedono.”

 

Scrive la Reuters che la Gran Bretagna ha inviato truppe in Tunisia per aiutare ad evitare lo sconfinamento di militanti Isis dal confine libico.

 

Com’è andato in voto in Iran? Il fronte del presidente Rohani, i cosiddetti moderati, è andato bene in Parlamento, ma non tra gli Esperti. Impatto e prospettive.

 

Poi c’è il caso Regeni. Giulio è stato interrogato per sette giorni prima di essere ucciso: le ferite ritrovate sul suo corpo dimostrano che le torture sarebbero avvenute ad intervalli di 10-14 ore. La fonte che lo rivela è il medico egiziano che ha eseguito l’autopsia. Ovviamente il ministero della Giustizia del Cairo nega tutto.

 

 

Corsa alla Casa Bianca

 

Oggi è il supermartedì, si svolgono le primarie in tredici stati degli Stati Uniti. Questa giornata è fondamentale per determinare i candidati che si affronteranno alle presidenziali. Nel Partito democratico Hillary Clinton punta a confermare il vantaggio su Bernie Sanders; i candidati del Partito repubblicano cercano di arginare il favorito Donald Trump. Dove si vota e cosa dicono in sondaggi (via Internazionale).

 

Il peso sempre più grande che le minoranze etniche hanno sul voto presidenziale, secondo il Pew Research.

 

Un paradosso che rischia di non essere più tanto un paradosso: com’è possibile che uno degli stati liberal per eccellenza come il Massachusetts potrebbe regalare a Donald Trump una delle sue più grandi vittorie.

 

E poi Hillary Clinton che si porta avanti, come se avesse già vinto la nomination. E studia il piano per sconfiggere “The Donald”, a novembre. Il retroscena del Nyt.

 

 

Il grande esodo

 

Riprende lo sgombero dell’accampamento di migranti a Calais. La polizia è tornata nella tendopoli, nella città portuale del nord della Francia, dove migliaia di profughi aspettano di attraversare la Manica. Ieri gli scontri tra polizia, profughi e attivisti No borders hanno spinto le autorità a sospendere la demolizione della parte meridionale del campo, abitata da circa duemila persone.

 

Come l’Albania si sta preparando a ricevere l’onda d’urto dei migranti nel reportage di Niccolò Zancan.

 

 

Foschi presagi

 

Occhio che le grandi banche globali battono in ritirata. Citi vende in Cina e Sudamerica mentre Barclays esce dall’Africa…

 

A proposito. C'è un nuovo pretendente per le Borse di Londra e Milano, pronto a far concorrenza alle avances di Francoforte: Intercontinental Exchange (Ice), il gruppo di Atlanta che controlla il New York Stock Exchange, valuta un'offerta per il London Stock Exchange, di cui fa parte anche Borsa Italiana. Obiettivo fermare le possibili nozze fra la la Borsa di Londra e Deutsche Boerse, dalle quali nascerebbe la maggiore piazza finanziaria europea.

 

L’Ucraina è l’unico paese ex Urss che ha un Pil pro capite più basso di quello che aveva nell’era sovietica.

 

Come la demografia spiega la frenata dell’economia cinese secondo il Wsj. E un’esclusiva della Reuters che fa tremare i polsi: sembra che Pechino taglierà dai 5 ai 6 milioni di posti di lavoro statali in esubero nei prossimi 2-3 anni…

 

Infine una bella intervista rilasciata a Bloomberg da Alan Greenspan. Piena di spunti, suggestioni, preoccupazioni. A cominciare dai tassi negativi che distorcono i comportamenti degli investitori...  

 

 

Se ne parla oggi

 

Imperi di carta. Il grande abbraccio tra Elkann e De Benedetti. Ci siamo. Repubblica e Stampa al lavoro per una sinergia. Nasce un nuovo gruppo editoriale? Unioni, intrecci e destini incrociati di due grandi famiglie.

Guido piano. Sicuri che il progetto di Google Car potrà resistere ad un incidente? Bella domanda che si pone l’Atlantic.

Tazzulella e cafè. Starbucks aprirà a Milano, in centro (questa volta è vero). Il gran capo del colosso del caffè di Seattle racconta dove, come e perché.

Il grande dittatore. Quelle strane relazioni (di sfruttamento) della Corea del Nord in Africa (certificate dell’Onu).

Nel continente nero. In Sudafrica è appena stato inaugurato il primo aeroporto continentale alimentato con energia solare.

Contrordine compagni? Renzi e la strada stretta dello Stato che torna un po’ banchiere. Il liberista Giavazzi apre alla Cdp per salvare Mps. Non c’è solo lui. Oltre il deficit, gli ostacoli nella lezioni dall’estero.

Il mestiere del lavoro. Da questo grafico risulta evidente che (quasi) tutta l’occupazione aggiuntiva del 2015 è data dagli over 50 (via Marta Fana).

 

 

Personaggi

 

Riuscirà il socialista Pedro Sanchez “faccia bella” a risolvere l’impasse politico spagnolo?

 

Comincia a risultare evidente che il premier indiano Modi non sta mantenendo le aspettative di cui era accreditato all’inizio del suo mandato.

 

E Longanesi creò Montanelli. Ecco come s’incontrarono nella redazione di “Omnibus”. Indro e Leo, Leo e Indro, allievo e maestro, uno spettacolo d’affinità e contrasti. Era il 1937…

 

Cerchiamo di capire se l’essere umano più influente nei dieci anni a venire sia un bravo ragazzo o meno. Si chiama Elon Musk. Pro: vuole salvare l’umanità. Contro: non prova sentimenti.

 

 

Mappa del giorno

 


La Cina ha usato più cemento nel triennio 2011-2013 che gli Usa in tutto il ventesimo secolo (sic)…

 


 

                                                                                                     

Argomenti di dibattito

 

Jihad quotidiana. Da dove vengono, come le usano, che ne faranno in futuro. Il problema delle armi chimiche in mano all’Isis sta diventando un problema gigantesco. Ne discute Foreign Affairs.

In God we trust. Ma per la Corsa alla Casa Bianca quanto è importante la religione (se è importante)?

Il caso Spotlight. L’Osservatore Romano esalta il film premio Oscar che mostrifica e silenzia la chiesa, dice Benedetto Moretti. Non è vero, è un gran film, ecco perché va difeso, scrive il Washington Post (articolo tradotto in italiano da Il Post).

Meglio i like? Perché i nuovi pulsanti di Facebook hanno importanti implicazioni sociali. Ridurre la complessità delle emozioni umane a una serie di faccine che ricordano Pac-Man potrebbe essere pericoloso… (via Rivista Studio).

“Unbelievable!”. Come nasce un genio dal vivo, raccontato attraverso il basket. I tiri stupidi di Steph Curry, che sta cambiando lo sport e una domanda sullo sfondo: geni si nasce o si diventa?

 

 

Ossessioni

 

Prima casa (e ultima). Non paghi sette rate del mutuo? La banca potrebbe prendersi la casa senza passare dal tribunale.

Cronache marziane. Per la cronaca, quest’anno torneremo su Marte, raggiungeremo Giove, partiremo verso un asteroide e sperimenteremo un razzo potentissimo, e non solo.

Porte girevoli. E se invece di essere nati qui foste nati, chessò, in Chad? Un sito raccoglie e confronta dati per rispondere alla domanda (via Pietro Minto).

 

 

Mettetevi comodi

 

Sellerio, Palermo. Intervista ad Antonio Sellerio nei giorni in cui Palermo omaggia la casa editrice intitolandole la via della sua storica sede.

Amico Vlad. A proposito di libri. The Intercept sta pubblicando una serie di approfondimenti sulla censura di libri nella Russia di zar Putin. Interessante.

Niente è come prima. In che modo la realtà virtuale impatterà nelle nostre vite secondo l’Ft. Auguri!

Staffette. Il rapporto tra l’eredità della cultura Pokemon e la generazione Millennials in un bel post dell’Economist.

Lettera da Damasco. La Siria è in guerra da quasi cinque anni, ma nelle green zone della capitale la vita di tutti giorni continua, quasi indisturbata.

 

 

Accadde oggi


 

Quattro anni fa oggi moriva Lucio Dalla, poeta delle sette note…

 


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