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Donald Trump, il flop di Obama in Libia e il sud. Di cosa parlare stasera a cena

In esclusiva per noi Marco Alfieri seleziona e propone letture, spunti e idee per sapere quello che succede nel mondo.

7 Agosto 2015 alle 19:18

Donald Trump, il flop di Obama in Libia e il sud. Di cosa parlare stasera a cena

Frase del giorno


 

“Maggioni ha affossato gli ascolti di Rainews, dice Grillo. Troppe interviste ai 5 Stelle…”

Ellekappa


 

 

Sabbie arabe

 

Vice news è riuscito ad avere l’accesso esclusivo alle operazioni dei combattenti dell’YPG, impegnati a cacciare i militanti dello Stato islamico dalla città siriana di Hasakah. Ne è uscito un ottimo video reportage.

 

Storia del flop obamiano in Libia. Doveva essere l’alleato locale modello, guardate com’è finita. A proposito di alleati storici: l’Arabia saudita è finita in bolletta (c’entra il petrolio basso) e cerca prestiti per 27 miliardi di dollari.

 

Davide Vannucci spiega il vero significato geopolitico del faraonico raddoppio del canale di Suez voluto dal leader egiziano Sisi. Persino le autorità religiose sono state istruite a dovere: nel sermone del venerdì dovranno ricordare i benefici di questa grande opera.

 

Tutto bene, quindi? Non proprio. Ad esempio Foreign Policy avvisa che la politica repressiva del governo egiziano rischia di creare una nuova leva di fondamentalisti islamici, facendo un regalo all’Isis.

 

 

Se ne parla oggi

 

Il grande esodo. La situazione dei migranti nelle isole greche al confine con la Turchia è diventata “un caos totale”, secondo l’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati (Unhcr). A Kos, Chio e Lesbo, le scorte d’acqua e di medicinali sono insufficienti per i richiedenti asilo, il cui numero quest’anno è aumentato del 750 per cento. L’altra emergenza di Tsipras è infatti l’immigrazione. Ormai la pista greca è diventata la principale porta europea per i migranti in arrivo dal nord Africa e le zone di guerra mediorientali.

Googlecrazia. Come Google ha sbagliato i suoi calcoli sull'Europa (e rischia di perdere 6 miliardi di dollari).

Amico Ayatollah. “L’ America sta cambiando atteggiamento verso di noi…” Ecco che Rafsanjani piano piano spiana la strada del consenso interno all’accordo sul nucleare con il Grande Satana americano…

Melodrachma. Secondo Politico Europe la strategia della Germania (leggi Schauble) potrebbe essere quella di rallentare il più possibile il deal dei creditori internazionali con la Grecia (ovviamente per ottenere condizioni il più favorevoli). Secondo Foreign Affairs, invece, il problema di Atene è nel sistema privato (inesistente) più che in una macchina pubblica troppo estesa.  

Corsa alla Casa Bianca. Il Washington Post mette in fila giudizi e impressioni sul primo dibattito tv della stagione elettorale Usa: alcuni hanno già dimostrato di essere “presidenziali” (articolo tradotto in italiano dal Post).

 

 

Mappa del giorno


 

L’economia Usa migliora ma c’è ancora molto da fare sulla ripresa sostenibile (da monitorare a questo punto le scelte della Fed). Bene invece i posti di lavoro (disoccupazione al 5,3%)

 


 

 

Argomenti di dibattito

 

Il mio amico Donald. Perché alla “working class” Usa piace da matti Donald Trump (e cosa insegna la sua popolarità sull’imperituro sogno americano) e poi un’ottima analisi sul personaggio più bizzarro delle primarie Usa (vincitore del primo dibattito tv), firmata Stefano Cingolani.

Fratello nero. Un anno dopo la morte di Michael Brown, il Nyt torna a Ferguson per capire cos’è cambiato. Un po’ di cose oggettivamente lo sono anche se alcuni residenti si chiedono se non sia solo un miglioramento di facciata.

Questione meridionale. Perché al sud i soldi pubblici non sono la soluzione, ma il problema. Parola di Nicola Rossi.

Elettorato attivo. Ma se una persona compie un omicidio è giusto che abbia il diritto di voto o no? Un bel dibattito su The Marshall Project.

Contrordine compagni. Passare molto tempo online potrebbe non essere così negativo per i nostri figli. Serve a rafforzare i legami nella vita reale. Siete d’accordo?

 

 

Cose da sapere

 

Una signora automobile. Addio alla segretaria che stregò il capo e divenne la matriarca dell’impero #Bmw.

L’isola maledetta. L’Atlantic torna sull’isola norvegese quattro anni dopo la strage di Anders Breivik. Il motivo? Per la prima volta ha riaperto il campo estivo dei giovani laburisti. 

Come nasce un carosello. Da Coney Island all’Ohio. Il New York Times ha seguito i lavori di smontaggio e rimontaggio di un’antica giostra realizzando un video molto bello in timelapse.

Cinema virtuale. La manifestazione si chiama Kaleidoscope VR film festival e comincerà il 22 agosto a Portland, negli Stati Uniti. Ospiterà 17 film realizzati da registi indipendenti, che hanno in comune una caratteristica: permettono agli spettatori di immergersi completamente nei film e scegliere il loro punto di vista. Tra i lungometraggi più attesi ci sono il visionario film d’animazione Colosse e The Nepal quake project, che descrive le conseguenze del terremoto dell’aprile 2015 (via Internazionale). 

 

 

Ossessioni

 

Una vita in fumo. Tranquilli, fumare marijuana da ragazzi non dovrebbe avere conseguenze sulla salute in età adulta.  

L’altra faccia del comfort. Anche scegliere un paio di scarpette da running è diventato complicato. Quartz spiega perché.

La strage delle illusioni. Per la cronaca, lo studio che provava le proprietà dimagranti del cioccolato faceva parte di un’operazione giornalistica. Insomma era una bufala…

Route 36. Una serata nel famigerato cocaine bar di La Paz (ovviamente ci sono andati quelli di Vice)...

 

 

Mettetevi comodi

 

Guerre di mercato. Il Wsj racconta come fosse un romanzo di Thomas Mann la lotta di potere per la successione dentro le grandi famiglie del capitalismo coreano. Da leggere.

Le mie prigioni. Dentro la struttura segreta della polizia di Chicago. In base a documenti resi noti solo recentemente, almeno 3.500 americani sono stati detenuti in un centro di polizia descritto da alcuni degli arrestati come un luogo per interrogatori coperti. Il reportage del Guardian.

Carta e penna. Venti anni fa una mamma ha scritto una lettera alla sua figlia adottiva (allora aveva 18 mesi). Venti anni dopo, dopo averla conservata gelosamente, nel giorno del suo matrimonio gliel’ha consegnata: “Vogliamo che tu sappia quanto amore e felicità hai portato nelle nostre vite…” Una storia emozionante, raccontata da BuzzFeed, che sta facendo piangere l’America.

L’estate addosso. Piccola playlist agostana fatta da collaboratori e amici di Studio, fatta di canzoni estive e non, uscite quest’anno e non.

Acqua dolce. Gregorio Paltrinieri è una delle punte di diamante della nazionale italiana di nuoto ai mondiali di Kazan. Come ha fatto a diventare così forte.

 

 

C’era una volta


 

Sono passati 25 anni dall’omicidio forse più discusso e raccontato d’Italia: la morte di Simonetta Cesaroni, via Poma. Il caso si è concluso senza un colpevole

 


 

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